tornare a maastricht?

by A.L.

Renzi propone di “tornare a Maastricht”, ma a Bruxelles, e soprattutto a Berlino e Francoforte, molti sono contrari. E anche la stampa benpensante è critica, ma che vuole dire?

Il Trattato di Maastricht prevedeva un disavanzo massimo dei bilanci dei paesi aderenti alla moneta unica del 3% rispetto al PIL. Un limite che veniva considerato rigoroso.  Dopo la crisi del 2011, quando la credibilità dell’Italia era stata demolita dal Governo Berlusconi-Tremonti (ricordate i sorrisetti di Merkel e Sarkozy?), i vincoli furono irrigiditi dal Fiscal compact, che ci impone di arrivare presto al pareggio di bilancio e di scendere rapidamente ad un rapporto debito/PIl del 60%: oggi siamo al 130.  › Leggi il seguito

le colpe dei leader

by Amicus Plato

Ma perchè tornare ancora sul referendum (vedi il post precedente)? si chiederanno i miei pochi lettori, ormai il popolo ha parlato. Vero, ma siccome ci avviciniamo alle elezioni sarà bene ricordare il recente passato per ricordare le responsabilità dei leader che hanno orientato il pronunciamento popolare.

Da questo punto di vista, sono molto grandi quelle di due dei maggiori leader dello scorso ventennio, Berlusconi e D’Alema,  › Leggi il seguito

chi governa perde

by Amicus Plato

Si avvicinano le elezioni e si fanno previsioni sul’esito. Può essere utile allora cominciare dal passato e ricordare due costanti della seconda Repubblica, cioè dall’entrata in vigore della legge elettorale detta mattarellum (1994) ad oggi.

La prima, una specificità tutta italiana, è che chi ha governato ha sempre perso:  › Leggi il seguito

l’ordine delle cose

by A.L.

L’ordine delle cose di Andrea Segre è un film che merita di essere visto, perchè non segue il mainstream del cinema minimalista italiano – piccoli conflitti familari su sfondo freudiano, tipo Perfetti sconosciuti – ma affronta un grande problema politico che suscita conflitti moraii, come quello della migrazione dall’Africa all’Italia.  › Leggi il seguito

cercasi strategia

by Amicus Plato

Un vecchio amico su Facebook dice che Renzi non ha una strategia. L’affermazione merita un ragionamento, sempre che su Renzi si possa ragionare, il che non è facile perfino coi vecchi amici.

La verità, secondo me, è un’altra: Renzi – e dirò una cosa che potrà sorprendere – una strategia l’ha avuta ed è la stessa che da venti anni a oggi hanno portato avanti Prodi e Veltroni, D’Alema e Amato, e Fassino. Per non dire dei padri nobili, Ciampi e Napolitano.  › Leggi il seguito