come funziona il porcellum

by Amicus Plato
numeri
Molti si chiedono come mai nelle Marche il Movimento5stelle abbia preso più voti alla Camera della coalizione di centrosinistra e ciò non ostante abbia preso 3 seggi, mentre il cs ne ha presi ben 9.
Questo dipende dal premio di maggioranza che viene assegnato a chi arriva primo su base nazionale e poi distribuito alle varie circoscrizioni. leggi il seguito

i dati innanzitutto

by Amicus Plato
grillo
I dati innanzitutto, per l’Italia e per le Marche. Tra i vari confronti possibili è bene scegliere quello omogeneo, vale a dire politiche 2013 su politiche 2008, Camera dei deputati, fonte Viminale e Corriere della sera.
Il PDL perde circa sei milioni di voti e passa dal 37,4% al 21,6. Da tenere conto che nel 2008 comprendeva Fini. leggi il seguito

viva la libertà

by A.L.
viva la libertà
La fuga va di moda. Dopo il profetico “Habemus papam” di Moretti, ecco “Viva la libertà” di Roberto Andò, regista alcuni anni fa del bel film con Daniel Auteil “Sotto falso nome”.
Questa volta a scappare è il segretario del “principale partito di opposizione”, tanto per capirsi uno che ha sul muro, e non per caso, il ritratto di Enrico Berlinguer.
Il suo partito è in crisi, scivola nei sondaggi, molti dirigenti gli fanno la guerra – a cominciare da uno che assomiglia come una goccia d’acqua a D’Alema – e Enrico (Enrico appunto) Oliveri se ne va a Parigi a trovare una vecchia fiamma.
Lo sconcerto nel partito è gestito dal suo fido collaboratore, un bravo Valerio Mastandrea. Che, nella ricerca del segretario scomparso, si imbatte in un fratello gemello, nascosto sotto uno pseudonimo con cui pubblica saggi di filosofia. Questo gemello ha avuto problemi di salute mentale in passato, ora sembra avere raggiunto una superiore saggezza, parla per aforismi, è ilare e bizzarro.
Viene scambiato per il segretario del partito, una sua intervista ottiene un clamoroso successo e Mastandrea ha l’idea geniale di sostituirlo al vero leader del partito.
Il filosofo mezzo matto dice cose inusuali per un politico (“L’unica alleanza possibile è quella con la coscienza della gente”) e, mentre il fratello riscopre le gioie della vita “normale”, lui riempie le piazze.
Il film è elegante, l’idea che lo alimenta, e che deriva dal romanzo “Il trono vuoto” del regista, si presta per scene divertenti o drammatiche, ma la sua tesi è banale: basta che la politica riscopra l’autenticità della vita vera, che i politici dicano la verità, che si liberino dalle pratiche dello scambio dei voti e dall’ossessione per le alleanze, e il disincanto della gente sarà superato, il legame tra società civile e politica sarà ricostruito.
In particolare, il “maggiore partito di opposizione”, cioè in generale la sinistra, deve superare la paura di vincere, la convinzione, espressa dal cinico clone di D’Alema, che la società italiana sia in fondo marcia e a maggioranza di destra.
La parola chiave è “passione”, dice ad un certo punto il finto segretario, ignorando forse che questa è stata sempre la parola più pronunciata nelle assemblee di partito. Si ricorre al richiamo alla passione per coprire il vuoto delle analisi e delle competenze, alimentando l’illusione che la crisi della politica si possa superare con uno sforzo di volontà o un soprassalto morale; che le sconfitte vengano per colpa di chi tradisce per debolezza morale. Ma la passione, da sola, è la paglia che alimenta il fuoco del populismo. E la politica democratica è invece azione tenace e costante per migliorare le cose in contesti difficili e pluralistici.
Troppo facile, superficiale e in fondo fuorviante. Niente a che vedere con il commovente interrogarsi di “Habemus papam” sui fondamenti, la legittimità, il peso del potere, o di “Palombella rossa” sulla crisi di una sinistra dilaniata tra mito rivoluzionario e pratica democratica.
Nella doppia parte del segretario e del suo gemello, Toni Servillo è insopportabile. Michel Piccoli è tutta un’altra cosa.