noi e loro

by Amicus Plato

In campagna elettorale se ne sentono tante ma il manifesto pubblicitario di Spacca sulla stampa in questi giorni è un esempio di cinismo politico e disonestà intellettuale inedito per le Marche.

Per cercare di fare il pieno dei voti di destra e svuotare Fratelli d’Italia e la Lega, propone le elezioni regionali come un referendum tra NOI e LORO, in cui LORO non sono altro che quelli con cui ha governato per venti anni.  › Leggi il seguito

il voto inglese

by il ns corrispondente da Londra.

La prima considerazione sul voto inglese riguarda gli effetti della legge elettorale. Il sistema tradizionalmente bipartitico è ormai cambiato per l’emergere di forze nuove, come lo Scottish national party (SNP)  o l’UK indipendence party (UKIP), che si aggiungono ai Liberaldemocrat (LD) di Clegg – che ottennero un buon successo cinque anni fa costringendo i Conservatori ad un governo di coalizione, ma che hanno perso quasi tutti i seggi questa volta – e ai Verdi.  E tuttavia gli effetti maggioritari del collegio uninominale senza ballotaggio sono evidenti.  › Leggi il seguito

testa a testa?

by Amicus Plato

Nicola Piepoli è un simpatico professionista, non si gioca la reputazione per fare un favore a Spacca. Spesso sbaglia ma non falsifica.

In questo momento i sondaggi sono ancora poco attendibili. Il margine di errore è alto, per i limiti oggettivi del campione, e soprattutto perchè molti sono gli indecisi se andare a votare e per chi.

Ma il motivo più importante lo dice Piepoli stesso nella sua intervista di ieri.  › Leggi il seguito

un amore infinito

by Amicus Plato

Come è noto, il Governo deciderà la settimana prossima se impugnare davanti alla Corte costituzionale la nuova legge elettorale delle Marche, approvata di recente in Consiglio regionale.

La legge, nel momento in cui recepisce quanto contenuto in una legge nazionale del 2004, vale a dire il divieto del terzo mandato consecutivo per i presidenti, ne rinvia l’applicazione “alle legislature successive a quella di entrata in vigore della legge”.

Nel dibattito che è seguito alla notizia della possibile impugnazione, un punto non è stato sottolineato: che in base alla legge regionale, Spacca potrebbe candidarsi non solo nelle prossime elezioni, ma anche in quelle del 2020.

Infatti, le due legislature decorrono a partire dalla prossima, quelle precedenti non contano.

Se Spacca dovesse vincere il prossimo 31 maggio, niente impedisce che la sua nuova coalizione di centrodestra lo ricandidi nel 2020, portando la sua permanenza in Regione a 35 anni, di cui 20 da presidente.

E se Forza Italia e NCD non volessero ricandidarlo, magari Spacca potrebbe candidarsi con qualcun altro. Va da sè, per amore delle Marche.

parigi e la messa

by Amicus Plato

Parigi vale bene una messa: potrebbe essere questo il ragionamento che ha guidato le scelte di Forza Italia nelle Marche.

Dal 1995 gareggiano per il governo della Regione e perdono regolarmente. Ora, dopo venti anni di centrosinistra e dieci di Spacca, quando un ricambio potrebbe apparire perfino fisiologico, anziché proporsi come campioni del rinnovamento, lasciano questa bandiera a Ceriscioli e fanno da stampella a Spacca alla ricerca di un terzo mandato che il PD gli ha negato.  › Leggi il seguito

la sfida per ceriscioli

by Amicus Plato

Il PD marchigiano attacca Spacca per avere voltato gabbana. Ha ragione, ma dovrebbe anche rimproverare se stesso. Negli anni scorsi ha lasciato che il presidente – che, ricordiamolo, entrò nella giunta di D’Ambrosio dalla porta di servizio nel lontano 1997 – si ritagliasse un grande potere personale in settori chiave della Regione, che ora usa per mettersi in proprio e contro il suo ex partito.  › Leggi il seguito

ma gli elettori di grillo sono di destra?

by Amicus Plato

La domanda del titolo viene spontanea leggendo una ricerca del politologo D’Alimonte sul Sole 24 ore di qualche giorno fa: studiando i flussi elettorali tra il primo e il secondo turno nei comuni nei quali il PD ha perso – Potenza, Perugia, Padova – si scopre che gli elettori grillini il cui candidato era stato escluso dal ballottaggio (a Livorno invece ci è arrivato e ha pure vinto) nel secondo turno si sono divisi tra astensione e voto al candidato di centrodestra.

Quasi nessuno ha votato il candidato del centrosinistra. Sono elettori di destra?  › Leggi il seguito

un’occhiata ai dati

by Amicus Plato

Ci vorrà un’analisi dei flussi per capire da dove vengono e dove sono andati i voti in più o in meno dei vari partiti, ma alcuni dati emergono ad occhio nudo. Rispetto all’anno scorso i voti validi sono stati 6,6 milioni in meno. Il PD ne guadagna più di 2,5, Grillo ne perde più di 3 e Forza italia, rispetto al PDL, ne perde circa 2,7, mentre Scelta europea ne perde circa 2,6 milioni rispetto a Scelta civica (Monti).  › Leggi il seguito