chi cambia verso?

by Antonio Astolfi

L’agenda politica del 2016 comincia progressivamente a delinearsi.

Sullo sfondo dei principali passaggi di ​“midterm” ​della legislatura in corso, le amministrative in primavera e il referendum Costituzionale in autunno, la questione Europea sembra acquisire nello ​storytelling ​renziano una dimensione inedita e una centralità politica rilevante.  › Leggi il seguito

il pd che serve

by Amicus Plato

Valeria Mancinelli ed altri hanno fatto circolare un documento intitolato Il pd che vogliamo, che contiene indirizzi e proposte sull’organizzazione del partito e le sue regole interne, in particolare sul rapporto tra amministrazioni a tutti i livelli e partito. L’intento, a detta dei promotori, è aprire una discussione che serva  e rendere più aperto e credibile il partito.

Nel clima precongressuale – ad Ancona si va al congresso del partito – sono subito partite critiche e contrapposizioni,  › Leggi il seguito

il pd dopo il voto

by Amicus Plato

Passati le elezioni e i festeggiamenti, è l’ora delle analisi realistiche.

Diciamolo francamente, solo sei mesi fa il PD marchigiano rischiava di fare la figura di quello ligure: dieci anni (otto dalla sua nascita) di afasia politica e programmatica all’ombra di Spacca, diviso da un congresso al punto che una parte del partito non era nemmeno entrato negli organi dirigenti, oscillante tra “primarie sì o no”, “terzo mandato sì o no”.

Poi sono successe due cose che gli hanno consegnato la vittoria elettorale.  › Leggi il seguito

chi ben comincia..

by Amicus Plato

Il nuovo presidente Luca Ceriscioli alle prese con le prime decisioni, quelle sulla composizione della Giunta.

E deve fare i conti con regole non scritte, ma chissà perchè date per scontate, quelle sulle varie quote: per partito, per province, magari per correnti. L’unica giustificata, quella per genere, se l’è autoimposta: presenza paritaria.

Oltre a questo, l’altra regola non scritta, che contano le preferenze.  › Leggi il seguito

il pd dopo le elezioni

by Amicus Plato

Una parte della stampa e della minoranza Pd cerca di accreditare l’idea che l’aumento dell’astensionismo sia colpa del Governo. A questo fine, si prendono come confronto i dati delle politiche o delle europee, dimenticando che l’affuenza alle regionali è storicamente più bassa.

Si trascura inoltre un altro aspetto molto importante: che negli ultimi anni la credibilità delle regioni è scesa a livelli minimi,  › Leggi il seguito