il Conte Tafazzi

dal nostro corrispondente a Bruxelles.

Dunque, Conte aveva concordato con Francia. Germania, Spagna, Olanda la nomina di Timmermans a presidente della Commissione UE. Eravamo nel giro dei principali paesi, ma poi da Roma è arrivato l’alt di Salvini, il vero presidente del Consiglio, e quello finto si è subito adeguato. Ha sconfessato l’accordo con l’argomento risibile che era frutto di un patto franco-tedesco e ha ritirato l’appoggio a Timmermans. Che è uno dei più aperti verso le esigenze italiane, contrario alle politiche di austerità e favorevole alla redistribuzione dei migranti, e proprio per questo inviso ai governi di Visegrad, ai quali Conte si è accodato.

Come risultato è stata scelta una ministra tedesca, di sicuro più rigorista sulle politiche di bilancio e vicinissima alla Merkel, mentre per la Banca centrale europea è stata designata Christine Lagarde: insomma, questo sì un patto a due tra Francia e Germania. Poi, è arrivata anche la beffa, per Conte non per l’Italia, perchè alla presidenza del Parlamento europeo è andato Davide Sassoli, del Pd, al quale i deputati leghisti, quelli di “prima gli italiani”, hanno votato contro.

Insomma, una figura ridicola per il Conte Tafazzi. Lo storico Carlo Cipolla ha definito in un suo libretto le regole della stupidità: mentre il saggio è chi fa il suo interesse e al tempo stesso quello degli altri, e il furbo è colui che fa il suo interesse ma non quello degli altri, lo stupido è quello che non fa nè il suo interesse nè quello degli altri.

o in giunta o in consiglio

by Amicus Plato

 

Si avvicinano le elezioni regionali (2020) e si torna a parlare di legge elettorale e di statuto nel Consiglio regionale. Presentate diverse proposte di modifica alle norme vigenti e una sola, quella di LEU, ha il coraggio di affrontare il nodo più importante, quello dell’incompatibilità tra consigiiere e assessore, sul modello dei comuni: chi è eletto consigliere e viene nominato assessore dal Presidente deve dimettersi.

Peccato che ai presentatori sia mancato il coraggio di andare fino in fondo:  › Leggi il seguito

perché Renzi è antipatico (ai giovani)?

by Amicus Plato e Pietro Mantovani

Nel Corriere della sera di due giorni fa Galli della Loggia elenca alcuni motivi per cui Renzi, che pure ha fatto buone leggi e ha cercato di svecchiare e semplificare, ha perso nettamente: errori di comunicazione e immagine che lo hanno reso antipatico. Eccone alcuni: il profluvio di ottimismo contrastante con l’esperienza quotidiana di molti; la sua propensione al tono leggero e alla battuta che ne hanno diminuito la statura politica, la frequentazione intensa con gli ambienti dell’industria e della finanza, parte di quella èlite che è fortemente contestata; la politica dei bonus, dagli 80 euro in avanti.

Ho chiesto a mio figlio Pietro, che è un po’ il mio terminale informativo tra i trentenni e si occupa di comunicazione, se questi giudizi sembrano fondati a lui e ai giovani che frequenta, dal vivo e sui social.

Ecco la sua risposta, la mia replica e la sua controreplica.  › Leggi il seguito

aridatece dalemoni!

by Amicus Plato

A leggere i giornali di oggi, l’elenco degli errori di Renzi è più lungo del menu del Giardino. Per me, e so di dire una cosa impopolare in questo momento in cui tutti infieriscono, il Governo Renzi è stato uno dei migliori della storia repubblicana, per qualità del personale politico e tecnico, energia e coraggio riformista. E spero che i suoi risultati non vengano dispersi.  › Leggi il seguito

giovani e no

by Amicus Plato

I miei amici sono in prevalenza per il SI’, ma se parlo del referendum con qualche giovane la situazione cambia: il NO è largamente in maggioranza. I contenuti della riforma sono conosciuti in parte, di certo non lo è la discussione che da venti anni appassiona molti di noi e che ce la fa sembrare importante perchè emblematica, e forse conclusiva,  di un lungo conflitto tra conservatorismo e riformismo istituzionale.

L’orientamento al NO è di tipo politico, ma non nel senso che si vede l’occasione di fare cadere il Governo, come è nelle intenzioni di molti sostenitori del NO.  › Leggi il seguito

usa 2016

by Amicus Plato

Gli stessi commentatori che davano per sicura la vittoria della Clinton ora si stracciano le vesti nell’autocritica e “scoprono” le virtù di Trump. In questo modo non fanno che giustificare le critiche di superficialità che a loro sono state rivolte: continuano a  cavalcare l’onda, solo che questa è cambiata.

Qualcosa sui dati innanzitutto: quasi nessuno ricorda e dà il dovuto rilievo al fatto che nel voto popolare ha vinto Hillary.  › Leggi il seguito

il futuro del centrodestra

by il nostro corrispondente dal Transatlantico.

A Roma, Berlusconi fa ritirare Bertolaso e appoggia Marchini. Si apre il conflitto nel centrodestra per la leadership. Come spiega Amicus Plato nel post “Fine del bipolarismo”, il centrodestra è diviso tra due diverse opzioni di linea politica, quella moderata, che si basa sull’affiliazione al PPE, e quella radicale di Salvini e Meloni, che si rifà a Marine Le Pen e al populismo antieuropeo:   › Leggi il seguito

votare è un diritto

by Amicus Plato

Votare al referendum è un diritto, non un dovere. Nè giuridico nè morale. Un elettore può essere indifferente al quesito e ha tutto il diritto di esserlo. Oppure può ritenere che chiamare un referendum su determinati temi o quesiti sia un errore. E sarebbe assurdo che quaranta milioni di elettori fossero moralmente obbligati a votare solo perché cinquecentomila (poco più dell’uno per cento dell’elettorato) lo chiedono.  › Leggi il seguito