cinquantanni dopo

by A.L.
discorso alla luna
Cinquantanni dopo quella sera famosa del discorso di Papa Giovanni sulla carezza ai bambini che inaugurò il Concilio Vaticano II (11 ottobre 1962). Un evento che cambiò la storia della Chiesa cattolica e del mondo.
Lo ricorda un’interessante trasmissione su TV2000, emittente cattolica, condotta per l’occasione da Gad Lerner.
Fu rottura con la tradizione (come sostiene la storiografia che fa capo a Alberigo e alla scuola bolognese dossettiana) o continuità, come vuole Benedetto XVI? leggi il seguito

la voce della chiesa

by A.L.
papa
Buona organizzazione, disagi contenuti, bel tempo, anche troppo. Alla vigila è arrivata, è il caso di dire provvidenzialmente, la notizia che il cantiere avrebbe avuto qualche commessa, e così anche l’ultima preoccupazione, quella di una contestazione dagli operai senza lavoro, è rientrata.
E’ andato tutto bene, ma perchè non avrebbe dovuto? Possibile che Ancona non sia in grado di reggere qualche migliaio di disciplinati congressisti e una messa del Papa da settantamila partecipanti? LEGGI IL SEGUITO

gesù di nazaret

Joseph Ratzinger, “Gesù di Nazaret”, vol II. Dall’ingresso a Gerusalemme alla Resurrezione”, Mondadori.
🙁
vangelo
Molti anni fa parlavo con Padre Baccarani, un intelligente Servo di Maria della Parrocchia del Sacro Cuore di Ancona. Gli dicevo che non ero credente. Replicò: “Ma va là che sei cristiano anche tu!” “Nel senso di Croce: perchè non possiamo non dirci cristiani?” “No, no, in un senso più profondo”.
Non approfondii e mi rimase la curiosità di sapere che cosa intendeva, ma non ebbi più occasione di chiederglielo. Naturalmente, sapeva che venivo da una famiglia cattolica e che i miei princìpi morali e la mia stessa cultura non potevano non essere stati profondamente influenzati dalla religione e dalla fede dell’infanzia. Così come tanti italiani che non possono non dirsi cristiani, sia che frequentino le chiese, sia che non lo facciano. E anche se non conoscono Croce e la sua interpretazione idealista e storicista della religione cattolica.
In un paese come l’Italia, intorno al cerchio dei cattolici praticanti che vivono attivamente la vita della comunità ecclesiale, ce ne è uno più largo che comprende chi si ritiene credente e cattolico, ma pratica tiepidamente e routinariamente, e un altro ancora di “laici non credenti”, influenzati dall’educazione cattolica e immersi in una storia che porta molti segni della presenza della Chiesa. La forza della Chiesa cattolica sta nell’ampiezza di tutti e tre i cerchi concentrici.
Ora, nel suo ultimo libro dedicato alla figura di Gesù, Benedetto XVI fa un’operazione di netta separazione tra i tre cerchi: scrive che per essere cristiani bisogna credere nella resurrezione – e fin qui, niente di strano, lo si proclama ogni domenica recitando il Credo – ,ma aggiunge che se non si crede a questo evento come fatto storico vero, la figura del Cristo sarebbe in fondo insignificante. Certo, dal suo insegnamento si possono trarre validi princìpi morali, ma tutto quello che è avvenuto dopo di lui sarebbe incomprensibile. Di conseguenza, dice il Papa, la ricerca sul “Gesù storico” ha dato tutto quello che poteva dare e per conoscerlo davvero non bastano gli strumenti della scienza positiva e della ricerca storica, ci vuole un'”ermeneutica teologica”.
Tutto molto coerente, per chi batte continuamente sul fatto che la ragione senza la fede è al buio.
Ma ora, i nessi si stringono: se non si crede alla resurrezione, non si è cristiani e se non si ha la fede si è senza bussola. Non senza contraddizione con la pressante richiesta che le radici cristiane siano citate anche nella Costituzione europea, perchè in tanto questa richiesta è plausibile in quanto si riconosca l’importanza dei “credenti non credenti”, come Croce o Tolstoj (niente a che vedere, sia chiaro, con gli “atei devoti” che strumentalizzano la religione a fini politici).
Pur non essendo cristiano, o essendolo solo nel significato di cui sopra del terzo cerchio, mi rifiuto di pensare che la figura di Gesù sia insignificante senza la resurrezione. Difendo una filosofia morale, che pur essendo laica, per molti versi è debitrice ai vangeli. E, leggendo “Gesù di Nazaret” di Ratzinger, ho trovato sconcertante la figura che lì viene rappresentata: un uomo privo di umanità, che parla come un Dio, in dialogo costante con le sacre scritture, più che con gli uomini. Un oracolo ambulante. La fecondazione della ricerca storica con l’ermeneutica teologica fallisce, perché la seconda annichilisce la prima. Questo Gesù non parla ai non credenti.
E mi ritorna alla mente Padre Baccarani, quando mi disse: “va là, che sei cristiano anche tu”. Di certo non voleva dire che credevo nella resurrezione. Chissà che voleva dire? Forse non sarebbe d’accordo con il Papa.

convergenze

by Amicus Plato
ceric
“L’Occidente deve passare per una rivoluzione spirituale. L’attuale collasso economico non è una questione di crisi finanziaria: è una crisi morale. Credo che l’Occidente sia colpevole di sette grandi peccati: benessere senza lavoro, educazione senza morale, affari senza etica, piacere senza coscienza, politica senza princìpi, scienza senza responsabilità, società senza famiglia”.
Chi dice queste parole? Il cardinale Caffarra o lo stesso Benedetto XVI in una sua enciclica? No, le dice in un’intervista anticipata sul Sole 24 ore di ieri Mustafà Ceric, Gran Mufti di Bosnia, leggi il seguito

il partito che non c’è 5: laicità e obbedienza

by A.L.
ruini
Altrettanto importante ma perfino più complessa la seconda questione, quella della laicità del partito e dello Stato. Mi pare che sia la mozione Franceschini che quella Bersani la affrontino in modo corretto e convincente. Il che non significa che non ci saranno problemi, sia che vinca l’uno sia che vinca l’altro, ma significa che non è su questo punto, a mio parere, che dovrà vertere la scelta tra i due. leggi il seguito

caritas in veritate

by A.L.
papa
La Chiesa non ha mai amato l’economia moderna. Quello che non può accettare non è tanto l’iniquità nella distribuzione della ricchezza o il consumismo, quanto il tipo antropologico che ne è protagonista, da Smith in poi: l’uomo razionale, tollerante, che persegue il suo interesse e così facendo involontariamente ottiene il benessere generale (mano invisibile).
Che l’uomo, guidato solo dalla ragione e dall’interesse, possa raggiungere obiettivi di sviluppo è inaccettabile per la dottrina sociale della Chiesa (DSC). leggi il seguito

caro magdi allam

by Marco Ascoli Marchetti

Caro Magdi Allam,
ti scrivo quando ormai il gran polverone sollevato dalla tua “flamboyant” conversione al cristianesimo si è un po’ depositato. Ti dirò che ci sono rimasto male, e per varii motivi.
Intanto la forma: se proprio sei stato folgorato (questa volta non sulla via di Damasco, ma più probabilmente in Via della Conciliazione) da questa così potente chiamata, avrei trovato più adatta una cerimonia sommessa, intima, tutta spirituale, magari in una tranquilla pieve di campagna, piena di raccoglimento.
Invece hai scelto un “coup de théatre” che nemmeno Enrico IV (ti ricordi “Parigi val bene una messa !!” ?) si era sognato ai suoi tempi: ma era proprio necessario ?
E che cosa ci hanno guadagnato la Chiesa e Benedetto XIV? Molto, non sembrerebbe, anzi, forse forse ci hanno guadagnato qualche grattacapo in più, se già il giorno dopo dell’evento padre Lombardi si è affrettato a dichiarare che qualunque posizione tu possa avere nei confronti dell’Islam è del tutto personale !!
Meglio mettere le mai avanti subito, casomai tu, fresco fresco di conversione, gli creassi già qualche incidente diplomatico con i paesi e le autorità musulmane !
Poi ci sono rimasto male per la tua nuova immagine: ti ammiravo, e molto, per il tuo coraggio nel criticare ambienti, situazioni, fatti, credenze DI CASA TUA; adesso che non sono più “di casa tua” ma “di casa d’altri” tutto apparirà prima di tutto un po’ sgarbato (“ma chi è questo qui, di fuori, che si permette di criticare le faccende altrui?”), e pure meno credibile: è molto più facile e richiede meno coraggio guardare la pagliuzza negli occhi degli altri; ma quando invece era una trave nel proprio occhio, quella sì che ci voleva un bel coraggio a criticarla e metterla in discussione!
Adesso, che non sei più “uno di loro”, i tuoi eventuali commenti sull’Islam, la sua cultura, il suo modo di esprimersi, etc., saranno molto meno credibili e difendibili.

come votano i vescovi?

by Amicus Plato

Si sa, i vescovi non fanno campagna elettorale, ma sono uomini anche loro, hanno le loro preferenze e le loro opinioni. Nel 1996, quando Prodi vinse le elezioni, la maggioranza dei vescovi era per il centrosinistra, poi la presidenza Ruini, l’elezione di Benedetto XVI e l’attenzione insistente sui temi della vita e della lotta al relativismo etico hanno spostato l’equilibrio. Anche nelle Marche, mi dice un monsignore che preferisce mantenere l’anonimato, non c’è più, come in passato, una maggioranza favorevole al centrosinistra.
Ma non si deve credere che tutti la pensino come Ruini: il fatto è che nella CEI vige una certa disciplina che, sui temi politicamente sensibili, si fa più forte perfino di quella sulle questioni teologiche. Disciplina non di voto alle elezioni, ma di intervento pubblico sui rapporti tra Stato e Chiesa e sulla legislazione. Per trovare differenze bisogna notare le sfumature nei discorsi e perfino nelle omelie, specie del cardinale di Milano Tettamanzi.
I vescovi non hanno molta simpatia per Berlusconi e Fini. Sanno che da un loro governo non hanno niente da temere su questioni come la bioetica o le coppie di fatto, che sono diventate prioritarie nell’agenda della CEI, rispetto a quelle sociali, che pure ai vescovi premono e su cui invece non si aspettano niente di buono. Il fatto è che i due vedono il rapporto con i vescovi come strumentale al consenso politico ed elettorale. Non sono neanche veri teocon, perchè i teocon assumono “laicamente” i valori della Chiesa perchè li considerano fondamentali per la difesa dell’Occidente, mentre Berlusconi cerca solo il consenso e un rapporto da potenza a potenza. Per cui, se non sono pochi i vescovi che pensano che Parigi (vale a dire una legislazione favorevole) vale bene una Messa (l’appoggio a Berlusconi), non mancano quelli che preferiscono politici cattolici magari meno disciplinati, ma più vicini alla Chiesa.
Perciò, per i vescovi, la presenza di un cattolico sincero come Casini nel centrodestra è una garanzia: un’eventuale rottura li preoccupa e potrebbe fare pendere l’equilibrio non tanto verso il PD, quanto in senso sfavorevole a Berlusconi.
Quanto a Ferrara, la sua lista pro-life non viene certo incoraggiata dai vescovi, se non altro perchè, se dovesse fare una misera figura, danneggerebbe la campagna per la vita.