il voto nel regno unito

by il nostro corrispondente da Londra
snp
Il NO batte il SI’ 68 a 32. La grande maggioranza degli inglesi (ha partecipato al voto il 42% degli elettori) respinge la riforma elettorale fortemente voluta dai Lib-Dem di Nick Clegg. Il sistema non cambia e rimane rigidamente bipolare e maggioritario. Ci vuole altro che una breve campagna elettorale, oscurata dai problemi economici e dal royal wedding, per appassionare gli inglesi al tema della riforma elettorale e soprattutto per convincerli ad abbandonare il loro sistema che la maggioranza degli elettori continua a pensare che vada bene e garantisca governi stabili. LEGGI IL SEGUITO

gli inglesi non mollano il bipolarismo

by il nostro corrispondente da Londra
alternative vote
Se fossimo in Italia ci sarebbe una campagna all’ultimo sangue, qui invece se ne parla molto poco e il royal wedding ha oscurato ancora di più il dibattito. Sto parlando del referendum sulla legge elettorale che si svolgerà il 5 maggio e al quale si prevede una partecipazione non superiore al 40%. Ma qui non c’è il quorum e il risultato sarà comunque valido. leggi il seguito

lib e lab

by G.A.
lib lab
Considerato lo standard britannico che vuole tutti al pub per le 18.00, di questi tempi le giornate a Westminster sono insolitamente lunghe. Ieri, dopo le trattative tra Liberaldemocratici e Conservatori in mattinata e l’annuncio delle dimissioni dal ruolo di leader del partito laburista di Gordon Brown nel pomeriggio, in serata il partito di Clegg ha discusso la possibilità di una coalizione coi Labour prima di riunirsi finalmente alle 22.00 ora inglese per decidere se e con chi allearsi in un nuovo governo.

Le cose sono andate in questo modo: leggi il seguito

good bye gordon brown

by il nostro corrispondente da Londra
trio
Sempre più appassionante la situazione politica inglese: una manna per politologi e commentatori.
Poco fa Gordon Brown ha annunciato le sue dimissioni da leader del Labour party. Non da primo ministro, perchè deve garantire la continuità fino a che un nuovo governo sarà pronto, ma di fatto, con la sua decisione ha rinunciato a succedere a se stesso.
Un gesto molto dignitoso, ma anche una mossa politica forse decisiva nella partita che si è aperta con le elezioni di giovedì scorso. LEGGI IL SEGUITO

le carte in tavola

by il nostro corrispondente da Londra
downing street
Sono passate poche ore dalla chiusura dei seggi – qualcuno deve ancora essere assegnato – e i maggiori leader hanno parlato, mettendo le carte in tavola. Lo hanno fatto con dichiarazioni impegnative davanti alle TV.
Clegg è stato il primo, ha riconosciuto il risultato deludente per il suo partito e ha detto che spetta ai Conservatori, che sono arrivati primi in voti e seggi, la prima mossa per formare il nuovo governo; e ha sollevato il problema cruciale della riforma elettorale. leggi il seguito

hung parliament

by il nostro corrispondente da Londra
hung p
I commentatori considerano quelle che si sono appena tenute nel Regno unito le elezioni più eccitanti da molti anni. E si capice perchè: si è rivelata esatta la previsione secondo cui i Conservatori avrebbero vinto (36% dei voti) ma non avrebbero ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi (306 su 650).
I laburisti hanno avuto il 29% e 260 seggi. LEGGI IL SEGUITO

cameron in testa

by il nostro corrispondente da Londra
queen
L’effetto novità che ha lanciato la candidatura del “terzo uomo” Nick Clegg, leader dei lib-dem, dopo il primo dibattito televisivo per le elezioni di giovedì prossimo nel Regno unito, si è un po’ sgonfiato.
Clegg è ritornato terzo nei sondaggi ed è stato scavalcato dal premier uscente Gordon Brown. Ma l’arretramento di Clegg ha favorito soprattutto Cameron, che adesso è in testa nei sondaggi abbastanza chiaramente: Cameron 35%, Brown 29, Clegg 27. leggi il seguito

i candidati e la chiesa

by il nostro inviato a Bristol
clegg
All’Arnolfini Centre, sul nuovo waterfront di Bristol, si è svolto ieri il secondo dibattito tra i candidati premier del Regno Unito. Come era prevedibile, non c’è stato il netto successo dell'”homo novus” Nick Clegg, il leader del Liberaldemocrats, l’uomo che potrebbe demolire lo storico bipartitismo inglese imperniato su Labour e Conservatori. L’effetto novità era già svanito e gli avversari si erano preparati a non sottovalutarlo: a Cameron avevano detto di guardare nella telecamere e di non inarcare le sopracciglia (gli dà un’aria presuntuosa); Brown, consapevole di non essere un divo televisivo, ha messo subito le mani avanti dicendo che si votava non per lo stile e per l’immagine, ma per la sostanza. leggi il seguito

homo novus

by il nostro corrispondente da Londra
clegg
Primo dibattito televisivo tra i candidati premier del Regno Unito, ieri sera alle 20.30, ora locale, su ITV. Primo nel senso che ce ne saranno altri due, ma soprattutto perchè, strano a dirsi, è la prima volta nella storia.
Molta curiosità (quasi 10 milioni di spettatori), molta attenzione, al punto che si pensa che la novità provocherà un aumento dell’affluenza alle urne. Anche perchè il dibattito non è stato appassionante, le domande ovviamente concordate, ma comunque vivace e ben diretto.
E i contendenti erano tre LEGGI IL SEGUITO

cronaca elettorale londinese

by G.A.
brown cameron
La più discussa novità del giorno della campagna elettorale britannica è stata la proposta introduzione, delineata dal Partito conservatore, di un’agevolazione fiscale annuale di 150 sterline per coppie sposate.
L’aiuto sarebbe destinato alle 4 milioni di coppie nel Regno Unito con un reddito inferiore alle 44.000 sterline annue, dove uno dei due non faccia uso completo della propria detrazione di imposta sul reddito individuale. Il costo per il governo sarebbe di £550 milioni l’anno, finanziati dalla tassa sulle banche pianificata dal partito. leggi il seguito