il caso frisoli

by Amicus Plato
ancona
Probabilmente, neanche i consiglieri di minoranza che hanno presentato la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio comunale di Ancona Pino Frisoli pensavano di fare tanti danni alla maggioranza: un colpo sparato a casaccio, come il primo nel gioco della battaglia navale, e invece, voilà, colpito un incrociatore! 15 voti a favore, 12 contro, e 9 astenuti, non abbastanza per affondare la nave nemica, ma sufficienti per spaccarla a metà, se è vero che metà del gruppo PD si è astenuto o ha votato a favore. leggi il seguito

pd ancona: lavori in corso

by Amicus Plato
lavori in corso
Il PD di Ancona è un cantiere, con quel tanto di movimento e anche di confusione che è proprio dei cantieri. Sono nati i circoli, l’assemblea comunale, una pletorica segreteria, il pensatoio, commissioni e gruppi di lavoro che stanno preparando documenti e iniziative. Le vecchie divisioni – Margherita, DS, repubblicani europei e rispettive correnti – permangono, ma si sfrangiano e si sovrappongono. Le liste del 14 ottobre si dividono e si ricompongono. leggi il seguito

sturani dà le carte

by Amicus Plato

Assemblea nella sede della prima circoscrizione di Ancona per preparare le elezioni dei dirigenti locali del 2 e 3 febbraio. Dagli interventi si capisce che si va verso una soluzione unitaria per quanto riguarda l’elezione del segretario comunale. Artefice dell’accordo, il sindaco Fabio Sturani: con una serie di faticose riunioni, ha dissipato in parte i timori di una gestione opaca e arbitraria della partita e sta pilotando una mediazione che consiste nel fatto che il segretario sarà di area ex Margherita, per evitare che gli ex DS facciano il pieno delle cariche dappertutto, ma non sarà Carrescia, in nome del fatto che, secondo la richiesta della lista Bindi, ci sia una discontinuità rispetto al passato.
Quanto ai segretari di circolo, si eviterà l’obbrobrio della spartizione uno per ogni lista, nella speranza che nelle diverse situazioni emergano “spontaneamente” candidati che rappresentino le diverse “sensibilità” (correnti). Accordo generale, insomma, con l’eccezione di un gruppo di consiglieri comunali che con un documento pubblico ha chiesto una competizione libera e aperta, sia per il segretario comunale sia per quelli di circolo, senza pilotaggi e spartizioni. Ai quali è stato risposto nel più classico dei modi: la sacralità del regolamento, come se questo non fosse stato fatto così proprio per potere pilotare le scelte (il segretario comunale è eletto indirettamente dall’assemblea e non direttamente dagli elettori, come il 14 ottobre) e l’esigenza di unità in un momento difficile per il partito nascente.
Quante volte abbiamo sentito questi argomenti e quando mai un momento non è stato difficile? Ci mancava solo l’appello a non fare circolare le proprie posizioni critiche sulla stampa. Ma non ci è stato risparmiato neanche quello.
A Roma, alla fondazione Italiani Europei, fino ad Ancona nella prima circoscrizione, il nodo del rapporto tra pluralismo e unità si rivela come il più importante e il più difficile da sciogliere. Ci sono solo due vie: o l’unità si realizza con gli accordi e le spartizioni o con la competizione aperta e l’impegno di tutti a rispettarne l’esito, in cambio di regole chiare sui poteri degli eletti, la correttezza della competizione e la garanzia delle minoranze.