a san benedetto, prova decisiva per il PD

by Amicus Plato da San Benedetto
san benedetto
Nelle elezioni amministrative del prossimo 15 maggio, tre sono gli appuntamenti importanti nelle Marche: la Provincia di Macerata e i comuni di San Benedetto del Tronto e di Fermo.
A San Benedetto la giunta uscente è di centrosinistra, anche se la maggioranza non è più la stessa che fu eletta cinque anni fa. leggi il seguito

più centro e meno sinistra

by Amicus Plato
balena bianca
E’ venuto Casini ad Ancona per la convention dell’UDC e ha dato via libera all’alleanza col centrosinistra. Per la verità, si è limitato a rimettere agli organi regionali del partito la decisione, ma l’invito a non avere paura del cambiamento è stato interpretato in questo senso. Ancora di più il fatto che a relazionare alla convention siano stati Viventi e Ciccanti, entrambi favorevoli all’operazione. leggi il seguito

l’udc contesa

by Amicus Plato
province
Dopo il secondo turno delle amministrative, nel centrosinistra marchigiano si tirano le somme. Non c’è stata la debàcle temuta e si sono ridotte le perdite. Le coalizioni di centrosinistra si confermano al governo dei comuni di Ancona, Pesaro, Urbino, mentre a Fano vince la lista civica del sindaco uscente Aguzzi, alleato del centrodestra, e a Osimo la lista civica di Simoncini, successore del sindaco uscente Latini. Ad Ascoli Piceno il centrosinistra perde ma sfiora la vittoria. In sostanza, la geografia politica dei grandi comuni non cambia.
Diversa la situazione nelle province: leggi il seguito

ma non c’è solo ancona 2

by il nostro corrispondente da Ascoli Piceno
ascoli
Provincia e Comune di Ascoli sono due delle elezioni marchigiane importanti, insieme a quelle delle provinciali di Pesaro – Urbino, Macerata e Fermo e alle comunali di Ancona, Pesaro, Fano, Osimo, Urbino.
La posta in gioco sono le Marche, perchè molti pensano che queste elezioni possano essere un’anticipazione di quelle regionali dell’anno prossimo. leggi il seguito

l’imbarazzo del pd

by Sbandavapori
vergogna
La Commissione trasporti della Camera dei deputati ha dato l’ok alla nomina del’avv. Canepa, amico e compagno di partito del Ministro Matteoli, a Presidente dell’Autorità del porto di Ancona. 22 voti a favore e tre contro: visto che c’erano otto del PD, di fatto il numero legale (22) è stato garantito da loro. Insomma, la nomina si poteva bloccare ma, in base alla legge, dopo il 23 Marzo (45 giorni dalla scadenza di Montanari), il Ministro avrebbe potuto nominare un commissario e di sicuro sarebbe stato Canepa, dato che sul suo nome aveva già avuto il gradimento di Spacca.
Insomma, il PD si è trovato le mani legate dall’assenso di Spacca alla nomina: alcuni hanno votato contro e nessuna dichiarazione è stata rilasciata. Se il PD ha dovuto tacere per non sconfessare Spacca, ci ha pensato il deputato Ciccanti dell’UDC ad esprimere il senso di umiliazione dei marchigani per questa manovra della destra che ha sacrificato candidati espressione degli enti locali della regione per favorire un’operazione, abbastanza squallida sul piano etico-politico, di scambio tra promesse di finanziamenti e nomine. Operazione che non è mai riuscita al Ministro nella città, sua e del suo amico, Livorno, e che, complice Spacca e il sindaco di Falconara, è riuscita invece ad Ancona.
Ora bisognerà vigilare che al seguito del nuovo Presidente non venga l’affarismo sponsorizzato dalla destra.

le marche al governo

by il nostro corrispondente nel Transatlantico
marche
Fatte le commissioni parlamentari. Non è facile ritrovare tutti gli eletti nelle Marche, perchè alcuni sono degli illustri sconosciuti paracadutati (chi sono Abrignani, Barbaro, Brigandì?). Comunque, alla Camera abbiamo Giovanelli nella commissione affari costituzionali, Cavallaro alla Giustizia, Pistelli agli Esteri, Ceroni, Ciccanti e Vannucci alla Bilancio, Favia ai Trasporti, Ciccioli vicepresidente agli Affari sociali, Agostini all’Agricoltura e Merloni agli Affari europei (materia di cui è ministro ombra per il PD).
Al Senato, Tonini è agli Esteri, Amati alla Difesa, Rossi al Bilancio, Baldassarri presidente della Finanze, Magistrelli e Morri all’Ambiente, Casoli e Piscitelli all’Industria. Ma se Tonini, Rossi, Pistelli, Morri e altri non sono marchigiani, abbiamo anche Sbarbati (Industria) e Saltamartini (Affari costituzionali) eletti in Sardegna e Paolini della Lega che ha optato per la Toscana.
Nessuno al Governo. Tremonti e il PDL non si sono spesi per Baldassarri, considerato uno che si agita troppo in cerca di visibilità, mentre anche da AN delle Marche si è fatto sapere che se uno doveva andare al Governo, quello non era Baldassarri. I dirigenti regionali della Confindustria lamentano che non ci sia nessun marchigiano al Governo e dicono di averne parlato con Berlusconi che ne avrebbe parlato con Napolitano. Nientemeno. Non si rendono conto che avere uin sottosegretario – per inciso, a quale ministero? – conta meno di avere un buon parlamentare. I sottosegretari non partecipano alle riunioni del Governo e talvolta non vedono il loro ministro per mesi.
Che le Marche, e in particolare la sua industria, meritino un sottosegretario è una cosa che non ha senso; nè un sottosegretario può compensare la valanga di paracadutati nelle liste marchigiane. Invece di piatire posti di (sotto)governo bisognerebbe battersi in modo bipartisan per il diritto di scegliere i propri parlamentari.