renzi, draghi e gli altri

by Amicus Plato

Draghi è un ottimo tecnico, ma non capisce di politica. A Francoforte e a Bruxelles preferivano Monti e Letta, più omogenei alla tecnocrazia europea, ma di Renzi ci si fida di meno.

Eppure, Renzi, come Monti e Letta, ha capito benissimo che le cosiddette riforme – fisco, lavoro, pubblica amministrazione, giustizia – sono necessarie. La differenza rispetto a chi lo ha preceduto è tutta a suo vantaggio, perchè lui, a differenza di loro, ha dapprima conquistato la leadership del suo partito e poi ottenuto un successo elettorale che gli dà un mandato più forte e più pieno.  › Leggi il seguito

politica e mercati

by A.L.
draghi
Martin Feldstein è uno dei più autorevoli economisti americani di orientamento liberista, quelli che hanno dominato nell’accademia e ispirato la legislazione sui mercati finanziari e le banche d’affari negli anni scorsi prima della crisi. Una sua breve risposta ad un intervistatore nel Corriere della sera di oggi chiarisce i termini dello scontro in atto sulla politica economica europea. Dice Feldstein che la misura, proposta da Draghi e accolta dagli organi dell’Europa, di intervenire per comprare titoli di stato e stabilizzare gli spread è sbagliata perchè “distorce i mercati e deresponsabilizza i governi”. leggi il seguito

chi ha vinto?

by il nostro corrispondente da Bruxelles
merkel
Il Financial Times dice che in realtà ha vinto la Merkel. Perchè ha stoppato per un bel po’ gli eurobond, perchè ha condizionato l’uso del Fondo salva stati per l’acquisto dei titoli dei paesi che ne hanno bisogno al rispetto delle regole di austerità già fissate (senza contare che le risorse a disposizione del Fondo sono scarse e la BCE non può rifornirlo), perchè la ricapitalizzazione delle banche comporta la sorveglianza della BCE e quindi la perdita di sovranità nazionale su una questione cruciale. LEGGI IL SEGUITO

mario monti e mario draghi

by Alessandro Stecconi
monti draghi
Negli ultimi giorni due eventi ravvicinati di estrema rilevanza e portata hanno occupato poco spazio sui giornali, ma soprattutto all’interno del dibattito politico dei partiti italiani. Per la sinistra, la trascuratezza è ancora più grave, perché entrambi hanno riguardato il tema della crescita e dello sviluppo.
Mi riferisco alla lettera congiunta di Mario Monti e di altri 11 leader di altrettanti Paesi dell’UE (fra cui Spagna, Uk, Olanda e non Francia e Germania) contenente la richiesta di un piano per la crescita e all’intervista di Mario Draghi al WSJ riguardante il futuro del modello sociale europeo. leggi il seguito

da francoforte una lettera al pd

by A.L.
bce
La lettera di Trichet e Draghi, rivelata ieri dal Corriere della sera, è rivolta al Governo, ma riguarda anche il PD. Vediamo perché, ma prima una considerazione preliminare. La lettera, dal tono quasi ultimativo, mette in evidenza il commissariamento del Governo da parte delle autorità europee, ma rivela anche la profonda distorsione che la crisi sta provocando nell’assetto istituzionale della UE e dell’eurozona: i trattati europei hanno voluto un’assoluta indipendenza della BCE dai governi, ma ora i rapporti sono ribaltati, è la banca centrale che detta le politiche, fino al dettaglio, ai governi. Naturalmente, la giustificazione sta nella contropartita, l’acquisto di titoli di stato italiano da parte della banca, altra palese, quanto inevitabile violazione dei trattati. Insomma, l’architettura delle istituzioni europee non tiene di fronte alle sollecitazioni che vengono dalla crisi.
E veniamo al dunque. leggi il seguito

note sulla crisi

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
borsa
La dimensione della manovra lievita di giorno in giorno: ora siamo oltre i 70 miliardi, dai 47 iniziali. Spaventato dal responso dei “mercati”, il prossimo lunedì 21, il Governo rilancia continuamente. Obtorto collo, Berlusconi lancia un appello al paese, ma non si fa vedere in TV dove invece è pronto ad andare per qualsiasi comizio dei suoi tra un tripudio di bandiere. E’ più forte di lui, cattive notizie non ne vuole dare e richiami alla responsabilità farebbero ridere fatti da lui. Si nasconde dietro Napolitano leggi il seguito

la ricetta draghi per le marche

by A.L.
draghi
Ultima relazione annuale della Banca d’Italia sotto la guida di Mario Draghi, in partenza per Francoforte. E ultime Considerazioni conclusive, che si ricollegano a quelle del 2006, quando era appena stato nominato. “Tornare alla crescita” era il messaggio di quelle, “Tornare alla crescita” è quello di oggi; a segnalare la coerenza di un indirizzo, ma anche, se si vuole, l’inutilità dei suoi moniti. E non è un caso che tra le citazioni, accanto a Cavour come omaggio al 150esimo, il Governatore scelga proprio le “Prediche inutili” di Luigi Einaudi, suo predecessore. leggi il seguito

draghi ad ancona

by A.L.
draghi
Arriva Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, alla Facoltà di Economia di Ancona, per la “lezione magistrale” che inaugura il convegno in onore di Giorgio Fuà a dieci anni dalla morte (vedi anche il post “Nasce la fondazione Fuà”). Aula magna strapiena fin da un’ora prima e caldo applauso finale. Che, mi sembra di capire, non è rivolto solo alla lezione, ma esprime tacitamente un desiderio: in questo momento della vita del paese, abbiamo (avremmo) bisogno di persone come Fuà e Draghi. Competenza, sobrietà, impegno civile.
Il clou della lezione è quando il Governatore, citando lo storico dell’economia Carlo Cipolla, ricorda l’Italia del Cinquecento: LEGGI IL SEGUITO

il sud ma non solo

by A.L.
draghi
Il mese scorso la Banca d’Italia ha organizzato un importante convegno sul Mezzogiono e le politiche per promuovere lo sviluppo. Soprendente che, data la qualità dei lavori presentati e l’autorevolezza dell’ente, la stampa abbia dato poco risalto. Il Corriere della sera, ad esempio, ha relegato l’evento in pagina economica e con poco rilievo. Non si voleva dare spazio a chi viene presentato come un competitore di Tremonti o un possibile Capo del Governo nell’ipotesi di caduta di Berlsuconi? O il Governatore ha detto qualcosa di sgradito? LEGGI IL SEGUITO

draghi e le pensioni

by A.L.
pensioni
Mario Draghi dice che bisogna aumentare l’età pensionabile. Non è tanto una proposta di immediato intervento legislativo, quanto la sottolineatura di un problema di sostenibilità del sistema pensionistico.
L’intervento sorprende per qualche aspetto, perchè, come fa subito notare il Ministro Sacconi, con la riforma Dini, poi corretta da Maroni, e poi da Prodi con l’abolizione del cosiddetto scalone, e infine con l’ultima innovazione che collega l’età pensionabile alle aspettative di vita – e che si collega alla revisione periodica dei coefficienti di trasformazione tra versamenti e prestazioni contenuta nella riforma Dini – l’equilibrio del sistema è garantito.
In realtà, si tratta del solito problema di comunicazione: leggi il seguito