pasticcio fiera

by Amicus Plato
letto a tre piazze
Il progetto della fiera regionale si complica. Alle perplessità della Camera di commercio anconetana, che chiede un piano industriale per capire se la società avrebbe un futuro dal punto di vista economico, si aggiungono quelle dei comuni; e della Provincia di Ancona che ha posto le stesse condizioni per entrare nella nuova società che dovrebbe gestire le manifestazioni distribuendole in tre quartieri, quello di Pesaro, quello di Ancona (Falconara/Chiaravalle) e quello di Civitanova. leggi il seguito

una fiera, molti interrogativi

by Amicus Plato
pistelli
Riunione sulla fiera in Regione. Sorrisi e consensi, la nuova s.p.a. del sistema fieristico marchigiano – con la Regione attraverso la SVIM, gli enti locali, le camere di commercio e forse in futuro i privati – si farà. Ma i problemi sono tutti lì, irrisolti.
Vediamoli dal punto di vista pesarese. Fino a qualche anno fa, Pesaro non ne voleva sapere di enti regionali, difendeva l’autonomia della propria fiera facendo notare che non era dipendente dalla Regione, ma proprietà della Camera di commercio. Poi, hanno cambiato idea leggi il seguito

idee confuse

by Amicus Plato

Le vittorie alle elezioni stanno mandando in confusione qualche esponente della destra. Il coordinatore regionale di Forza Italia Ceroni dice che il PD è contraddittorio sulle alleanze: nelle elezioni politiche si divide dalla sinistra radicale e nelle realtà locali mantiene le alleanze con essa. Ma nella stessa intervista propone di ricomporre, a livello regionale, l’alleanza del PDL sia con l’UDC sia con la destra di Santanchè e Storace. Bella coerenza!
Invece, il neo sindaco di Falconara Brandoni propone di dire sì alle centrali elettriche che l’API vuole costruire sul sito della raffineria. Proposta di per sè legittima, se non fosse che Brandoni non l’aveva fatta agli elettori quando ne ha chiesto il voto per diventare sindaco.
Ancora più curiosa la contropartita che il nuovo sindaco pensa di chiedere all’API per l’appoggio al progetto: una partecipazione dell’1% del Comune nella società che dovrebbe gestire le centrali e magari qualche sconto sulle bollette della luce (che, forse lo dimentica, sono emesse dall’ENEL) per i cittadini (ad esempio i lumini sulle tombe al cimitero) e per gli edifici pubblici.
Ma, visto che le centrali non si possono fare senza modificare il PEAR (piano energetico regionale di competenza della Regione), forse anche i cittadini marchigiani potrebbero pretendere bollette meno care in cambio dell’approvazione alla modifica del piano.
Facciamo così: tutti i lumini di tutti i cimiteri marchigiani gratis e non se ne parla più.

caro lodolini

by Amicus Plato

lodolini

Caro Emanuele, non ti fidare di quelli che ti dicono che a Falconara non è successo niente, che sei stato bravo a rischiare e che non hai fatto errori, ma la colpa è di quelli che c’erano prima, del vento di destra, della sinistra radicale che non è venuta a votare nel secondo turno.
E’ tutto vero, ma non basta. Il punto è che a Falconara hanno considerato il PD con i suoi alleati responsabili del brutto passato prossimo e incerti sul da fare; molto politici e poco vicini alla gente. In poche parole, poco rinnovamento, malgrado il candidato trentenne. E allora, almeno tu, che ci hai rimesso le penne, ma che sei anche segretario del PD, vedi di trarre qualche insegnamento.
Ho letto oggi l’articolo di Ilvo Diamanti su “La Repubblica”, che si chiede come mai il PD abbia vinto a Vicenza, in mezzo al Veneto leghista e azzurro, e tutto sommato dà risposte consolanti, perchè semplici: un buon candidato scelto con primarie molto partecipate, alcuni temi di programma molto sentiti (a cominciare dalla base americana) e una campagna molto attiva nella città.
Già, un buon candidato scelto con primarie molto partecipate. A te hanno insegnato cose diverse: che si va avanti piacendo a chi sta sopra, ai dirigenti regionali e nazionali, dicendo il meno possibile e senza scontentare nessuno. Mai fare battaglie, invece gestire con accortezza i rapporti nel partito e sfruttare la giovane età non come prova di coraggio innovativo, ma come marchio facile da vendere.
E’ un discorso duro quello che sto facendo, ma tu hai l’età e l’intelligenza per ricominciare, buttare a mare i cattivi maestri e conquistarti il consenso degli iscritti e degli elettori sul campo.
Perchè Falconara ti manda a dire questo.

peggio che a roma

by il nostro corrispondente a Falconara

api

Peggio che a Roma. Anche se Falconara non è nuova a queste sorprese – nel 1994 la lista civica di Oreficini battè Piccinini, candidato della sinistra, che al primo turno aveva preso il 49% – il risultato di Falconara non se lo aspettava proprio nessuno, a cominciare dal sindaco eletto Brandoni, che ha vinto partendo da un 26% ottenuto nel primo turno. leggi tutto

addio fiera

by Amicus Plato

La Fiera di Ancona, già Fiera della Pesca, fa parte della storia della città, ma da diversi anni vive una vita grama: bilanci tirati all’osso, si finanzia con una serie di manifestazioni di limitata portata, rispetto a quelle di enti più forti e dinamici di altre regioni, e con pochi contributi pubblici.
La Regione, competente in materia, l’ha fusa con quella di Civitanova Marche, che si dibatteva tra i debiti, in un unico ente fieristico, e poi non ha saputo mai definire una strategia per il suo rilancio.
Ora, si parla di un ulteriore accorpamento con la Fiera di Pesaro, emanazione della locale Camera di Commercio, altra fiera che langue tra bilanci in deficit e impianti inadeguati.
Recentemente, si è posto anche il problema della localizzazione della fiera, visto che l’Autorità portuale di Ancona ha deciso di utilizzare diversamente l’area demaniale su cui insistono gli spazi espositivi e il centro convegni. La soluzione che, d’accordo tra Regione e comuni interessati, è stata trovata riguarda un’area attigua all’aeroporto di Falconara nel comune di Chiaravalle; un’area che sarebbe oggetto di un progetto vasto (centro congressi, alberghi, ecc.) finanziato con i fondi della società Quadrilatero.
Ma, ecco la sorpresa, a Chiaravalle starebbero solo gli uffici dell’ente e una piccola area espositiva per “fiere di nicchia”, mentre l’impianto fieristico vero e proprio sarebbe a Pesaro. Si spiega perché la Regione ha già cominciato ad indirizzare verso quella fiera finanziamenti europei. Si noti che, nel frattempo, si sta procedendo, con fondi privati, ad un nuovo quartiere fieristico a Civitanova, visto che il vecchio, situato sul lungomare della città, è del tutto inadeguato. Insomma, tre aree per una regione di 1.500.000 abitanti, con la principale, collocata nell’unica fiera non di proprietà della Regione, con i bilanci peggiori, quartieri fatiscenti e una concorrenza invincibile della Fiera di Rimini a pochi chilometri di distanza.
Difficile immaginare una soluzione più cervellotica, che può spiegarsi solo con ragioni geopolitiche: potremmo perfino capire se si sostenesse che nelle Marche non c’è spazio per una grande fiera competitiva, ma che si buttino soldi (quali ancora non si sa) per interventi palesemente velleitari sacrificando le localizzazioni baricentriche più sensate è davvero assurdo.