le cordate

by Amicus Plato
cordata
Pochi l’hanno notato, ma in questa campagna elettorale sta succedendo una cosa che non era mai successa, perlomeno nel PD o in alcuni dei partiti progenitori, di sicuro i DS: vengono i leader nazionali, ma non a sostenere il candidato presidente e la lista del PD punto e basta; no, sostengono questo o quel candidato. leggi il seguito

l’area democratica è un po’ dissestata

by Amicus Plato
fassino
L’Area democratica sarebbe quella della minoranza uscita dal congresso e dalle primarie per la scelta del segretario PD, nelle quali gli elettori hanno preferito Bersani a Franceschini.
Ma lo schieramento che la compone era raccogliticcio fin dal principio. C’è Franceschini, di provenienza popolare ma scelto da Veltroni, c’è appunto Veltroni, c’è Fassino e ci sono gli ex popolari di Fioroni e Marini. leggi il seguito

bi-partisan

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
frattini
Da mesi si parla di dialogo tra maggioranza e opposizione, sui temi più svariati, dalla riforma delle istituzioni alla giustizia, al federalismo fiscale. A sentire chi lo propone – il Corriere della sera un giorno sì e un altro pure e i vari ministri anche, perchè non chiedono di meglio che avere un’opposizione che collabora – quasi quasi si dovrebbe collaborare su tutto.
In gran parte, si tratta di un falso problema. leggi il seguito

westminster?

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
inciucio
Parla poco di programmi Berlusconi nel suo discorso alla Camera per la richiesta di fiducia. E quello che dice è la riproposizione di impegni presi in campagna elettorale. Sui temi spinosi sorvola o media: Alitalia, no alla pubblicizzazione MA ANCHE alla vendita agli stranieri; sull’immigrazione, padroni in casa propria, MA ANCHE fedeli alla nostra tradizionale ospitalità. Annuncia una “politica per la vita”, ma si guarda dal seguire il Papa che ha scelto proprio ieri per lanciare la sua crociata contro la legge 194. Silenzio ovviamente su sistema radiotelevisivo e conflitto di interessi; rassicura che non sarà un uomo solo al comando.
Quello che conta, e che tutti notano, è il tono di grande apertura al rapporto con l’opposizione, compreso i Governo ombra. E il dibattito si concentra su questo punto: Fassino prefigura l’opposizione, alternativa e propositiva, Calderisi risponde proponendo riforme istituzionali e regolamentari, compreso lo statuto dell’opposizione. In questo quadro, sono interessanti i posizionamenti dei partiti minori: la Lega non abbandona i toni aggressivi, l’IDV, che pure sottoscrisse il programma del PD e si impegnò a fare gruppo unico, richiama i processi archviati per effetto delle leggi ad personam e proclama “uno, dieci, mille Travaglio!”. Per Di Pietro, la linea “anglosassone” del PD è l’occasione per occupare le praterie dell’antiberlusconismo lasciate libere dalla sinistra radicale e dai nostalgici dell’Unione.
Ma anche l’UDC sente i clima bipartitico montante e lo soffre, attacca sul neostatalismo di Tremonti, provoca Berlusconi a vendere una rete televisiva ed abolire il canone RAI e lo ammonisce a non considerare il Parlamento come un accessorio e a non agire come se di opposizioni ce ne fosse una sola.
Il tema del giorno è il bipartitismo tendenziale, evocato da alcuni come la strada verso Westminster, temuto da altri, compresi alcuni deputati del PD che passeggiano nel Transatlantico, come inciucio o tattica per evirare l’opposizione. Staremo a vedere.