chi ha vinto?

by Amicus Plato
nixon kennedy
Questo post non piacerà ai sostenitori di Bersani che lo considereranno di parte, ma con l’obiettività di cui sono capace penso che se c’è un perdente nel dibattito su YOUDEM tra i candidati alla segreteria del PD, questo è Bersani. Non c’è da stupirsi se al termine è stato il meno entusiasta all’idea di farne un altro su una rete nazionale. E che, contrariamente a quello che è sembrato a me, Il Riformista, che sostiene Bersani, scriva oggi che il dibattito è stato noioso e praticamente inutile. leggi il seguito

il problema delle alleanze

by Amicus Plato
molotov
Bersani e Franceschini intervengono sul tema delle alleanze politiche e piantano paletti. Bersani dice che vocazione maggioritaria non significa autosufficienza e bipolarismo non significa bipartitismo. Per la verità, il suo avversario non si sogna di dire il contrario, ma fa parte della tecnica del dibattito dipingere le posizioni avversarie in modo caricaturale per attaccarle meglio. Lo stesso vale per Franceschini leggi il seguito

l’outing di franceschini

by Amicus Plato
franceschini
Col discorso di ieri, Franceschini si è candidato ufficialmente alla segreteria del PD. Un buon discorso, moderatamente veltroniano. Nel senso, che ha riproposto le linee politiche portanti della segreteria di chi l’ha preceduto (e di cui è stato vice), stando attento a non sottacere limiti accanto a risultati e a non farsi infilzare dagli avversari.
Niente “vocazione maggioritaria” allora, bene le alleanze, ma non le confuse accozzaglie unite solo dall’antiberlusconismo (l’ultima versione dell’Ulivo e del centrosinistra, per intendersi). E sopratutto no al centro-sinistra col trattino, leggi il seguito

di che parlerà il congresso?

by Amicus Plato
serracchiani
Bersani è “sceso in campo”. Ora si attende Franceschini. Ma quali saranno le differenze? C’è grande aspettativa su un congresso che chiarisca la linea e perfino l’identità del partito, a fronte di una sensazione diffusa di incertezza. Aspettativa forse eccessiva: vedrete, sulla laicità dello Stato e il rapporto tra religione e politica, i due non diranno cose molto diverse, leggi il seguito

d’alema vs veltroni? no, per favore

by Amicus Plato
bersani
In autunno il congresso del PD. E subito dopo i ballottaggi, si comincerà a discutere. Anzi, si è già cominciato.
Antelitteram dirà la sua, come sempre, cercando di seguire il motto “amicus Plato, sed magis amica veritas”: come dire, che non dirà bugie per partito preso.
Ma vorrà essere anche una tribuna libera di dibattito per tutte le posizioni. E magari per intese trasversali tra chi sosterrà diversi candidati e mozioni ma vorrà condurre battaglie comuni su obiettivi comuni, quali la democrazia di partito, la trasparenza delle decisioni, la valorizzazione del merito e dalla competenza, la contendibilità delle cariche.
Con questo spirito, mettiamo in guardia subito da un pericolo: che il congresso del PD sia l’ennesimo capitolo della stucchevole saga dello scontro D’Alema – Veltroni. leggi il seguito

vota sì al referendum

by Amicus Plato
si
Difficile che si raggiunga il quorum al referendum del 21 giugno. La possibilità era già compromessa dalla decisione del Governo, premuto dalla Lega, di non concedere l’abbinamento tra elezioni europee e referendum il 6 e 7 giugno, che avrebbe portato sicuramente al raggiungimento del quorum e alla vittoria del sì. Ora, con la ritirata di Berlusconi, che ha promesso a Bossi di non impegnarsi, è ancora minore.
Ma anche a sinistra, le cose non sono andate meglio: leggi il seguito

diario elettorale 17/5

by Amicus Plato
franceschini
Alla fine, con ritardo e con fatica, la campagna di Gramillano decolla. Si capiva già venerdì pomeriggio nell’incontro con Franceschini nella Loggia dei mercanti, dal clima della manifestazione. E si vede in giro dalla mobilitazone dei circoli e dei candidati.
Il segnale che Galeazzi non sfonda nella base elettorale del PD lo dà l’accenno che gli dedica senza nominarlo Franceschini, quando richiamando alla serietà il confronto elettorale, critica quelli che se non vengono candidati cambiano partito. La Loggia dei mercanti viene giù dagli applausi: un segnale chiaro, tanto più che sul tema Gramillano ha scelto il basso, bassissimo profilo; e non alimenta alcuna polemica, forse guardando al ballottaggio e al recupero dei voti che andranno alla lista civica nel pirmo turno. leggi il seguito

c’è anche il referendum

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
referendum
Ma c’è anche il referendum. E su questo le idee sono ancora confuse. Ricordiamo di che si tratta. Se il 21 giugno vincerà il sì – e i sondaggi dicono che vincerebbe, per cui il vero interrogativo è se si raggiungerà il quorum del 50% più uno di voti – la legge elettorale sarà modificata soprattutto in due punti: il premio di maggioranza sarà dato alla lista e non alla coalizione vincente, e non sarà possibile candidarsi in più di una circoscrizione. E’ il primo punto al centro del dibattito, e si capisce perchè i piccoli partiti siano fieramente contrari: non perchè sparirebbero, sia chiaro, ma perderebbero il proprio potere contrattuale nei confronti dei partiti maggiori, i quali potrebbero competere per la maggioranza in Parlamento senza essere obbligati ad allearsi. leggi il seguito

veltroni e franceschini

by Amicus Plato
veltroni
Nell’intervista rilasciata oggi dalla sen. Magistrelli al Messaggero c’è un’affermazione che merita di essere commentata:
“con la nuova segreteria Franceschini stiamo passando da un riformismo subalterno alla destra vissuto come moderatismo, alla ripresa di istanze solidariste, storicamente care alla sinistra laica e cattolica”.
Affermazione, a mio parere infondata e fuorviante, per molti motivi. leggi il seguito

gli esuli in patria

by Amicus Plato
esule
Ieri su Repubblica un articolo di Ilvo Diamanti che fa discutere. Secondo il sociologo che insegna ad Urbino molti elettori del PD sono come esuli in patria: non solo sono delusi del partito su cui avevano riposto la loro fiducia, ma sono colpiti da uno scetticismo più generale che riguarda la politica e la maggioranza degli italiani, quelli che votano Berlusconi e guardano il Grande Fratello. E danno espressione a questo loro scetticismo astenendosi dal voto. leggi il seguito