la tenda bagnata

by Amicus Plato
rain
Non è stato fortunato il PD di Ancona: la Tenda democratica non è stata benedetta dal bel tempo e la partecipazione ai vari dibattiti è stata scarsa. Peccato. D’altra parte era difficile recuperare in un battere d’occhio anni di trascuratezza del rapporto con la città e di concentrazione asssoluta sul ginepraio della crisi comunale. Ma l’iniziativa non va abbandonata, casomai migliorata, per renderla più accogliente e meno condizionata dall’esigenza di proporre una passerella per amministratori e dirigenti.
Stamane c’era, tra gli altri, Oriano Giovannelli, LEGGI IL SEGUITO

i ggiovani in campo

by Amicus Plato

civati
Nel PD cresce il dibattito sul rinnovamento generazionale. In pochi giorni si tengono molte iniziative: Civati e Serracchiani riuniscono mille persone in piazza Maggiore a Bologna, a l’Aquila, Fassina, Orlando e Zingaretti riuniscono i quarantenni (e partecipano anche Serracchiani e Civati). Tra poco, l’assemblea di Firenze alla Stazione Leopolda convocata da Renzi, che si è separato da Civati e Serracchiani. Da ultimo è emerso anche un gruppo di trentenni, battezzati il T-party del PD (vedi il blog “Liberi a sinistra”).
E naturalmente questa dialettica si sovrappone a quella più tradizionale tra le correnti: leggi il seguito

si vota sul federalismo

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
calderoli
Giovedì si vota nella Commissione bicamerale sul federalismo municipale, uno dei decreti delegati della legge sul federalismo fiscale. Passaggio che molti ritengono decisivo per la stessa sopravvivenza del Governo, perchè la Lega potrebbe “staccare la spina” in caso di parere negativo.
Le questioni di merito si combinano con quelle politiche e fanno prevedere una spaccatura esattamente a metà della commissione, leggi il seguito

palmiro e gli altri

by Amicus Plato
lenin
Maria Cristina Benedetti sul Corriere Adriatico di oggi interpella i maggiori esponenti del PD marchigiano sulle alleanze politiche regionali. Marina Magistrelli la mette giù dura verso l’UDC: “non può dettare legge e farci tornare indietro, a prima del bipolarismo e alla politica dei ricatti; se vuole, l’UDC si aggiunga al centrosinistra, perchè squadra che vince non si cambia”. Ma, a parte il fatto che non tutti sono così certi che la squadra così come è vincerebbe, è chiaro che nessuna alleanza è possibile se si propone al potenziale nuovo partner semplicemente di aggiungersi; leggi il seguito

il battesimo di red

by Amicus Plato
rosso
Folla, calore, applausi, il battesimo di RED nelle Marche, officiato da Oriano Giovanelli e Massimo D’Alema è stato, come previsto, un successo. E’ tanta l’incertezza tra i democratici anconetani, sia per le vicende nazionali che per quelle comunali, che la presenza di D’Alema è stata, specie per quelli dell’area DS, un momento di rassicurazione e incoraggiamento. Quanto di questo successo si trasferirà su RED Marche è da vedere: dipende se Giovanelli e i suoi saranno in grado di dire qualcosa di interessante e originale sulle Marche, senza timore di pestare i piedi a qualche potente.
Ma D’Alema ha parlato pochissimo del partito, leggi il seguito

due interventi sul pd

by Amicus Plato
equilibrio
Su Il Riformista di oggi, Michele Salvati riassume, secondo me in modo chiaro ed esauriente, i nodi irrisolti nel Pd che rischiano di provocare lo stesso fallimento del progetto del nuovo partito. E sono cinque:
1. un residuo problema ideologico – culturale, che divide le due formazioni fondatrici del nuovo partito soprattutto sui problemi su cui pesano gli interventi della gerarchia ecclesiastica. Dice Salvati che questa divisione non sarebbe difficile da comporre se ci fosse stato quel processo di rimescolamento tra le diverse componenti che si auspicava, ma che non è avvenuto. leggi il seguito

red marche chiama d’alema

by Amicus Plato
giovanelli
RED, ovvero rosso, ovvero “Riformisti E Democratici” (secondo D’Alema), ovvero “Riformisti E Dalemiani”, secondo altri, è la corrente/non corrente fondata da D’Alema, filiazione della sua fondazione Italiani/Europei, presieduta dall’ex ministro dell agricoltura De Castro, che si sta organizzando anche nelle Marche.
Ha un comitato promotore nazionale in cui ci sono persone di varia provenienza politica, dai dalemiani storici Turco e Ventura, al prodiano De Castro, al presidente della Regione Emilia Romagna Errani, al lettiano Boccia, al calabrese Olìverio, vicino a Marini. leggi il seguito

le marche al governo

by il nostro corrispondente nel Transatlantico
marche
Fatte le commissioni parlamentari. Non è facile ritrovare tutti gli eletti nelle Marche, perchè alcuni sono degli illustri sconosciuti paracadutati (chi sono Abrignani, Barbaro, Brigandì?). Comunque, alla Camera abbiamo Giovanelli nella commissione affari costituzionali, Cavallaro alla Giustizia, Pistelli agli Esteri, Ceroni, Ciccanti e Vannucci alla Bilancio, Favia ai Trasporti, Ciccioli vicepresidente agli Affari sociali, Agostini all’Agricoltura e Merloni agli Affari europei (materia di cui è ministro ombra per il PD).
Al Senato, Tonini è agli Esteri, Amati alla Difesa, Rossi al Bilancio, Baldassarri presidente della Finanze, Magistrelli e Morri all’Ambiente, Casoli e Piscitelli all’Industria. Ma se Tonini, Rossi, Pistelli, Morri e altri non sono marchigiani, abbiamo anche Sbarbati (Industria) e Saltamartini (Affari costituzionali) eletti in Sardegna e Paolini della Lega che ha optato per la Toscana.
Nessuno al Governo. Tremonti e il PDL non si sono spesi per Baldassarri, considerato uno che si agita troppo in cerca di visibilità, mentre anche da AN delle Marche si è fatto sapere che se uno doveva andare al Governo, quello non era Baldassarri. I dirigenti regionali della Confindustria lamentano che non ci sia nessun marchigiano al Governo e dicono di averne parlato con Berlusconi che ne avrebbe parlato con Napolitano. Nientemeno. Non si rendono conto che avere uin sottosegretario – per inciso, a quale ministero? – conta meno di avere un buon parlamentare. I sottosegretari non partecipano alle riunioni del Governo e talvolta non vedono il loro ministro per mesi.
Che le Marche, e in particolare la sua industria, meritino un sottosegretario è una cosa che non ha senso; nè un sottosegretario può compensare la valanga di paracadutati nelle liste marchigiane. Invece di piatire posti di (sotto)governo bisognerebbe battersi in modo bipartisan per il diritto di scegliere i propri parlamentari.

federalismo fiscale

by A.L.
FEDERALISMO
Uno dei temi più importanti, e più potenzialmente conflittuali, della prossima legislatura, è quello del federalismo fiscale. Per avere un’idea di come la maggioranza intende procedere si può vedere la pagina del Sole 24 0re del 12 maggio, che riporta uno studio sulla proposta avanzata dalla Regione Lombardia e che, nelle Marche, è stata ripresa da Bugaro del PDL.
Alle regioni andrebbe l’80% dell’IVA raccolta nel proprio territorio e almeno il 15% dell’IRPEF. leggi il seguito

la cambiale più grossa

by Amicus Plato

La prima cambiale, quella di Agostini, è stata pagata dalla Giannini candidandolo al Parlamento in un posto sicuro. Ma la più grossa verrà a scadenza quando si voterà per la Regione nel 2010, forse con qualche anticipazione in occasione delle elezioni europee del 2009.
Sulla ricandidatura di Spacca nel 2010 si rincorrono voci diverse nel Palazzo Raffaello: secondo alcuni, c’è un accordo per la staffetta con un PD pesarese (Ucchielli), che sarebbe preparata dalla candidatura del Governatore al Parlamento di Strasburgo. Secondo altri, l’accordo riguarda solo gli ex DS e prevede Ucchielli vicepresidente, mentre Spacca sarebbe confermato (da decidere, chi terrà il posto che è ancora per poco di Agostini fino al 2010).
Ma, per quanto chiari siano gli accordi – e non lo sono mai – ci sono sempre le incognite: a Pesaro intanto, già nel 2005 era emersa la candidatura di Oriano Giovanelli più che quella di Ucchielli (e allora aveva anche il gradimento di Fassino). E poi c’è Galeazzi, ormai libero di correre da outsider. Nè si può escludere che le primarie, obbligatorie per statuto, siano una cosa seria.
E ad Ancona, in occasione della visita di Napolitano, non è sfuggito il gioco di squadra Spacca-Pacetti, uniti nell’esaltazione del modello marchigiano e nell’ossequio al salotto buono del big business della regione; mentre a chi non ne fa parte – banche, cooperative, commercianti e altri – non è stata data neanche la parola. Pare che il rettore Pacetti si candidi per la quinta volta al vertice dell’Università di Ancona. Tutti si aspettavano, secondo le consuetudini, una staffetta con la Facoltà di Medicina – il neurologo Leandro Provinciali si stava già scaldando ai bordi del campo – ma l’infortunio dei test truccati ad Odontoiatria, soffocato con decisione dal rettore, ha dato il destro per rinviarla. Di un rettore proveniente da Economia, non se ne parla: da sempre c’è un patto ad excludendum firmato dalle due altre facoltà maggiori.
Così, il rettore potrebbe arrivare al 2010 come tale e non come ex, pronto a candidarsi alla presidenza della Regione con l’appoggio del salotto buono. Che ne dirà il politburo di Pesaro?