caro magdi allam

by Marco Ascoli Marchetti

Caro Magdi Allam,
ti scrivo quando ormai il gran polverone sollevato dalla tua “flamboyant” conversione al cristianesimo si è un po’ depositato. Ti dirò che ci sono rimasto male, e per varii motivi.
Intanto la forma: se proprio sei stato folgorato (questa volta non sulla via di Damasco, ma più probabilmente in Via della Conciliazione) da questa così potente chiamata, avrei trovato più adatta una cerimonia sommessa, intima, tutta spirituale, magari in una tranquilla pieve di campagna, piena di raccoglimento.
Invece hai scelto un “coup de théatre” che nemmeno Enrico IV (ti ricordi “Parigi val bene una messa !!” ?) si era sognato ai suoi tempi: ma era proprio necessario ?
E che cosa ci hanno guadagnato la Chiesa e Benedetto XIV? Molto, non sembrerebbe, anzi, forse forse ci hanno guadagnato qualche grattacapo in più, se già il giorno dopo dell’evento padre Lombardi si è affrettato a dichiarare che qualunque posizione tu possa avere nei confronti dell’Islam è del tutto personale !!
Meglio mettere le mai avanti subito, casomai tu, fresco fresco di conversione, gli creassi già qualche incidente diplomatico con i paesi e le autorità musulmane !
Poi ci sono rimasto male per la tua nuova immagine: ti ammiravo, e molto, per il tuo coraggio nel criticare ambienti, situazioni, fatti, credenze DI CASA TUA; adesso che non sono più “di casa tua” ma “di casa d’altri” tutto apparirà prima di tutto un po’ sgarbato (“ma chi è questo qui, di fuori, che si permette di criticare le faccende altrui?”), e pure meno credibile: è molto più facile e richiede meno coraggio guardare la pagliuzza negli occhi degli altri; ma quando invece era una trave nel proprio occhio, quella sì che ci voleva un bel coraggio a criticarla e metterla in discussione!
Adesso, che non sei più “uno di loro”, i tuoi eventuali commenti sull’Islam, la sua cultura, il suo modo di esprimersi, etc., saranno molto meno credibili e difendibili.