simul stabunt simul cadent

by Amicus Plato
cariatidi
Matteo Ricci, detto Li Madou, Presidente della Provincia di Pesaro Urbino, dice basta ai parlamentari paracadutati nelle Marche, chiede le primarie per la scelta dei candidati e un limite ai mandati. Non ha tutti i torti: nelle ultime elezioni, complice il Porcellum, le liste marchigiane sono state piene di paracadutati. Lo stesso Giorgio Tonini, uno di loro, ammette che si tratta di uno schifo e chiede a Ricci di impegnarsi per l’abolizione del Porcellum via referendum. LEGGI IL SEGUITO

palmiro e gli altri

by Amicus Plato
lenin
Maria Cristina Benedetti sul Corriere Adriatico di oggi interpella i maggiori esponenti del PD marchigiano sulle alleanze politiche regionali. Marina Magistrelli la mette giù dura verso l’UDC: “non può dettare legge e farci tornare indietro, a prima del bipolarismo e alla politica dei ricatti; se vuole, l’UDC si aggiunga al centrosinistra, perchè squadra che vince non si cambia”. Ma, a parte il fatto che non tutti sono così certi che la squadra così come è vincerebbe, è chiaro che nessuna alleanza è possibile se si propone al potenziale nuovo partner semplicemente di aggiungersi; leggi il seguito

cani e gatti

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
cani e gatti

Meritoria iniziativa legislativa di alcuni senatori, tra cui i marchigiani Amati (prima firmataria), Casoli, Magistrelli e Sbarbati. E’ stato presentato un progetto di legge per l’istituzione del servizio sanitario nazionale per cani e gatti.
In sostanza, le spese per le visite veterinarie e per i farmaci da somministrare a cani e gatti saranno a carico dello Stato, purchè essi siano di proprietà di persone che hanno diritto all’esenzione dal ticket per limiti di reddito e, per quanto riguarda i cani, siano regolarmente iscritti all’anagrafe canina. leggi il seguito

veltroni e franceschini

by Amicus Plato
veltroni
Nell’intervista rilasciata oggi dalla sen. Magistrelli al Messaggero c’è un’affermazione che merita di essere commentata:
“con la nuova segreteria Franceschini stiamo passando da un riformismo subalterno alla destra vissuto come moderatismo, alla ripresa di istanze solidariste, storicamente care alla sinistra laica e cattolica”.
Affermazione, a mio parere infondata e fuorviante, per molti motivi. leggi il seguito

il pd non è la margherita

by Amicus Plato
mattoni
Sul Corriere Adriatico del 22 gennaio, il segretario del PD di Ancona Ranci chiede il “patto di ferro” nel PD, gli risponde Stefania Benatti, assessore regionale e presidente dell’assemblea cittadina del PD: “non accettiamo documenti imposti, c’è il rischio di una spaccatura del partito”. In mezzo il sindaco e la Giunta, che in questo contesto sembrano perfino un fatto secondario. leggi il seguito

il marchese del grillo

by Amicus Plato
ascoli
“Spacca è una persona intelligente, scrive e parla bene, ha un buon intuito politico, molto sensibile ai sondaggi e alla comunicazione, presenzialista: va dappertutto. Ma il suo metodo di governo si basa su due pilastri: il primo è dare un posto a tutti, partiti, correnti, potentati locali, per garantirsi la ricandidatura”.
“E il secondo?” “Il secondo è quello del Marchese del Grillo. Hai presente il film con Alberto Sordi? Io sò io e voi non siete un cazzo.”
Ugo Ascoli, professore di sociologia, prima consigliere regionale, poi assessore per 6 anni con D’ambrosio e con Spacca, mi mostra il decreto con cui il Presidente della Regione gli ha revocato l’incarico: non c’è una riga di motivazione. leggi il seguito

i soldi del pd

by Amicus Plato
Soldi
Assemblea regionale del PD sul risultato del voto. Non occorreva aspettare più di un mese dalle elezioni per sentirsi ripetere, con l’aiuto del sociologo arrivato da Roma, che nelle Marche il PD ha vinto e che il merito è della Giunta regionale.
I presenti si guardano sconcertati, ma, a parte Galeazzi, l’analisi, se così la vogliamo chiamare, non subisce contestazioni radicali.
Il dibattito invece si accende il secondo giorno sulla bozza di regolamento finanziario, predisposta come una fotocopia di quelli del PCI-PDS-DS: leggi il resto

le marche al governo

by il nostro corrispondente nel Transatlantico
marche
Fatte le commissioni parlamentari. Non è facile ritrovare tutti gli eletti nelle Marche, perchè alcuni sono degli illustri sconosciuti paracadutati (chi sono Abrignani, Barbaro, Brigandì?). Comunque, alla Camera abbiamo Giovanelli nella commissione affari costituzionali, Cavallaro alla Giustizia, Pistelli agli Esteri, Ceroni, Ciccanti e Vannucci alla Bilancio, Favia ai Trasporti, Ciccioli vicepresidente agli Affari sociali, Agostini all’Agricoltura e Merloni agli Affari europei (materia di cui è ministro ombra per il PD).
Al Senato, Tonini è agli Esteri, Amati alla Difesa, Rossi al Bilancio, Baldassarri presidente della Finanze, Magistrelli e Morri all’Ambiente, Casoli e Piscitelli all’Industria. Ma se Tonini, Rossi, Pistelli, Morri e altri non sono marchigiani, abbiamo anche Sbarbati (Industria) e Saltamartini (Affari costituzionali) eletti in Sardegna e Paolini della Lega che ha optato per la Toscana.
Nessuno al Governo. Tremonti e il PDL non si sono spesi per Baldassarri, considerato uno che si agita troppo in cerca di visibilità, mentre anche da AN delle Marche si è fatto sapere che se uno doveva andare al Governo, quello non era Baldassarri. I dirigenti regionali della Confindustria lamentano che non ci sia nessun marchigiano al Governo e dicono di averne parlato con Berlusconi che ne avrebbe parlato con Napolitano. Nientemeno. Non si rendono conto che avere uin sottosegretario – per inciso, a quale ministero? – conta meno di avere un buon parlamentare. I sottosegretari non partecipano alle riunioni del Governo e talvolta non vedono il loro ministro per mesi.
Che le Marche, e in particolare la sua industria, meritino un sottosegretario è una cosa che non ha senso; nè un sottosegretario può compensare la valanga di paracadutati nelle liste marchigiane. Invece di piatire posti di (sotto)governo bisognerebbe battersi in modo bipartisan per il diritto di scegliere i propri parlamentari.