confermare l’agenda monti

by Amicus Plato
MORANDO
A Roma ieri i quindici parlamentari PD sostenitori della continuità dell'”agenda Monti” (Morando, Tonini, Ichino, Ceccanti, Vassallo, Follini e altri) hanno illustrato le loro posizioni.
Rivendicano di avere posto in anticipo la questione che ora i commentatori italiani ed esteri considerano dirimente. E i sondaggi, che dànno il gradimento a Monti oltre il 50% malgrando la recessione e l’IMU, confermano. leggi il seguito

maggio 2013, una data fatidica

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
napolitano monti
Maggio 2013, se ne andranno contemporaneamente Giorgio Napolitano e Mario Monti, comunque la si pensi due punti di riferimento insostituibili nel tramonto della Seconda Repubblica.
Napolitano scioglierà le camere all’inizio di febbraio, dicono al Quirinale, in modo che si voti il 7 aprile, la prima domenica dopo Pasqua; il nuovo parlamento sarà convocato in concomitanza con la fine del suo mandato settennale.
Potrebbe anticipare lo scioglimento per gestire la fase post-elettorale, ma non ha alcuna intenzione di farlo: LEGGI IL SEGUITO

monti, il tedesco

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
erhart
Dicono che Monti non è un politico. Sarà, ma il suo intervento di ieri di fronte ai popolari europei a Fiesole mostra il contrario.
Sa che nel PPE, e in particolare tra i tedeschi, c’è molta diffidenza verso l’Italia e verso l’azione sua e dell’altro Mario, Draghi, che insieme a lui ha ricostruito la credibilità iinternazionale del nostro paese. LEGGI IL SEGUITO

chi ha vinto?

by il nostro corrispondente da Bruxelles
merkel
Il Financial Times dice che in realtà ha vinto la Merkel. Perchè ha stoppato per un bel po’ gli eurobond, perchè ha condizionato l’uso del Fondo salva stati per l’acquisto dei titoli dei paesi che ne hanno bisogno al rispetto delle regole di austerità già fissate (senza contare che le risorse a disposizione del Fondo sono scarse e la BCE non può rifornirlo), perchè la ricapitalizzazione delle banche comporta la sorveglianza della BCE e quindi la perdita di sovranità nazionale su una questione cruciale. LEGGI IL SEGUITO

diamo una mano a monti

by Amicus Plato
monti
Gli editoriali del Corriere della sera aspirano ad esprimere l’orientamento politico di quella elìte finanziaria e industriale che è anche ben rappresentata nella proprietà del giornale. L’anno scorso, abbandonando il cerchiobottismo, il giornale si schierò contro il Governo Berlusconi e ne chiese, più o meno apertamente, la sostituzione; di conseguenza appoggiò toto corde l’operazione guidata da Napolitano che portò all’incarico a Monti e alla formazione del suo governo.
Poi, via via, un atteggiamento più distaccato: leggi il seguito

governo, sindacati, parlamento, elezioni

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
trentin
“Nessuno ha potere di veto”, dicono Monti e Fornero, “cercare il massimo consenso”, dice Napolitano. Sono due modi diversi di dire che l’unanimità è desiderabile, ma non obbligatoria.
La concertazione segna momenti cruciali della nostra storia. Nel 1983, sul decreto sulla scala mobile, la concertazione tra il Governo Craxi e i sindacati ci fu, ma Berlinguer impose a Lama di non firmare: allora era il PCI che riteneva, tramite il controllo della CGIL, di avere l’ultima parola in materia di lavoro. Ma fu sconfitto: leggi il seguito

mario monti e mario draghi

by Alessandro Stecconi
monti draghi
Negli ultimi giorni due eventi ravvicinati di estrema rilevanza e portata hanno occupato poco spazio sui giornali, ma soprattutto all’interno del dibattito politico dei partiti italiani. Per la sinistra, la trascuratezza è ancora più grave, perché entrambi hanno riguardato il tema della crescita e dello sviluppo.
Mi riferisco alla lettera congiunta di Mario Monti e di altri 11 leader di altrettanti Paesi dell’UE (fra cui Spagna, Uk, Olanda e non Francia e Germania) contenente la richiesta di un piano per la crescita e all’intervista di Mario Draghi al WSJ riguardante il futuro del modello sociale europeo. leggi il seguito

monti forever?

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
monti
I partiti prendono le misure a Monti. Devono fare i conti con la sua popolarità e il credito che riscuote all’estero (vedi l’incontro di ieri con Obama).
Berlusconi ha deciso di ostentare il suo appoggio: la politica che fa è quella che avremmo dovuto fare noi, dicono i suoi; addirittura la Santanché, che si stracciava le vesti quando fu incaricato, dce che questo governo è di destra. Sperano di fare saltare i nervi a Bersani, ma non è tutta malafede leggi il seguito