un voto ragionevole

by Amicus Plato
voto
Il bilancio di Spacca è discreto, niente di più. Ma l’alternativa non è credibile.
In questi anni il centrodestra non ha mostrato nè capacità di analisi critica, che andasse oltre la contestazione di qualsiasi cosa facesse il Governo regionale e l’esaltazione di qualsiasi cosa facesse Berlusconi, nè di proposta.
Se Spacca ha spesso veicolato un’immagine tutta luci e niente ombre della Regione e di chi la governava, l’opposizione non ne ha proposta alcuna. leggi il seguito

29 marzo

by Amicus Plato
uovo di pasqua
Dunque si vota, e anche nel Lazio, domenica e lunedì prossimi. Sono elezioni regionali, ma come sempre il loro risultato verrà letto come test nazionale, per rispondere a diversi interrogativi.
Il primo è quello sul declino di Berlusconi. Dipenderà da quante regioni prenderà il centrosinistra e quante il centrodestra. Man mano che le elezioni si avvicinavano, Berlusconi ridimensionava le aspettative e abbassava l’asticella: visto che parte da 11 a 2 per il centrosinistra, ora i suoi mettono le mani avanti e dicono che qualsiasi risultato superiore sarà un successo. In realtà, LEGGI IL SEGUITO

una sfida ai candidati

by Amicus Plato
studia
Alla fine, la crisi economica si è fatta strada nella campagna elettorale. Messe un po’ da parte le polemiche sulla formazione della nuova coalizione di centrosinistra con l’ingresso dell’UDC e l’esclusione di RC, PDCI e SEL, contestata sia da sinistra che da destra e difesa ieri da Casini in persona, incagliato il dibattito sul passato, tra Spacca che difende il suo operato, Marinelli che lo demolisce e RC-PDCI-SEL che glissano perchè non possono attaccare Spacca, dal momento che hanno governato con lui ma neanche difenderlo, per ovvi motivi elettorali, il dibattito si sposta di più sui programmi. LEGGI IL SEGUITO

il programma di rossi

by Amicus Plato
massimo rossi
L’ Unione democratica per le Marche, la cosiddetta “sinistra radicale”, l’alleanza formata da RC , PDCI e SEL che sostiene la candidatura di Massimo Rossi alla presidenza della Regione (slogan ad imitazione di Vendola: “Solo con tutti”) ha aperto la sua sede elettorale ad Ancona.
Clima ottimista sui risultati, ma se parli con i coordinatori di RC e di SEL Savelli e Mentrasti, sono i primi a dirti che la loro è un’alleanza obbligata, provocata dalla conventio ad excludendum pattuita da PD e UDC nei loro confronti. Ammettono che non è questa la loro strategia e che dopo le elezioni si vedrà. leggi il seguito

ma non c’è solo ancona 2

by il nostro corrispondente da Ascoli Piceno
ascoli
Provincia e Comune di Ascoli sono due delle elezioni marchigiane importanti, insieme a quelle delle provinciali di Pesaro – Urbino, Macerata e Fermo e alle comunali di Ancona, Pesaro, Fano, Osimo, Urbino.
La posta in gioco sono le Marche, perchè molti pensano che queste elezioni possano essere un’anticipazione di quelle regionali dell’anno prossimo. leggi il seguito

la quintana

dal nostro corrispondente ad Ascoli Piceno
quintana
Una delibera della Giunta provinciale che dispone un’indennità ai dipendenti che accettano di trasferirsi nalla nuova provincia di Fermo – costo complessivo 1.200.000 euro, con riflessi anche nei bilanci dei prossimi anni – sarà forse la miccia che farà esplodere definitivamente il centrosinistra. Il presidente Rossi (RC) la vuole approvare, ma ieri l’assemblea provinciale del PD di Ascoli ha deciso a larga maggioranza che il gruppo del PD non la voterà e voterà contro anche al bilancio che la recepisce. leggi il seguito

il domino ascolano

by il nostro corrispondente da Ascoli Piceno

domino
Spacca non ce l’ha fatta: voleva disinnescare la mina Ascoli Piceno, ma da quelle parti il PD è orientato a tenere le primarie di partito per la candidatura a presidente della Provincia. La Giannini l’aveva fatto capire nella riunione di maggioranza: “ad Ascoli abbiamo dei problemi”, in altre parole non è in grado di contenere il malcontento del PD nei confronti del presidente uscente Rossi, tanto più se è guidato da Agostini.
Per le primarie si parla di Mandozzi, assessore provinciale, e di Lucio D’Angelo, sindaco di Offida, entrambi legati ad Agostini, che non ha deciso quale appoggiare. leggi il seguito

le parole e i fatti

by Amicus Plato
pinocchio
A primavera dell’anno prossimo si vota per le elezioni provinciali a Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno (Fermo?). La linea del PD è (apparentemente) chiara: programmi, alleanze, primarie (di partito o di coalizione), nell’ordine. Ma i fatti sono diversi. Ad Ascoli una parte del PD contesta il presidente uscente Rossi di Rifondazione comunista. RC, per bocca del suo segretario regionale Brandoni minaccia: se si mette in discussione Rossi, si ridiscutono le alleanze di centrosinistra dappertutto, forse perfino in Regione nel 2010. La soluzione ci sarebbe, fare le primarie di coalizione ad Ascoli e magari dappertutto, ma le cose non sono così semplici: leggi il seguito

le marche al governo

by il nostro corrispondente nel Transatlantico
marche
Fatte le commissioni parlamentari. Non è facile ritrovare tutti gli eletti nelle Marche, perchè alcuni sono degli illustri sconosciuti paracadutati (chi sono Abrignani, Barbaro, Brigandì?). Comunque, alla Camera abbiamo Giovanelli nella commissione affari costituzionali, Cavallaro alla Giustizia, Pistelli agli Esteri, Ceroni, Ciccanti e Vannucci alla Bilancio, Favia ai Trasporti, Ciccioli vicepresidente agli Affari sociali, Agostini all’Agricoltura e Merloni agli Affari europei (materia di cui è ministro ombra per il PD).
Al Senato, Tonini è agli Esteri, Amati alla Difesa, Rossi al Bilancio, Baldassarri presidente della Finanze, Magistrelli e Morri all’Ambiente, Casoli e Piscitelli all’Industria. Ma se Tonini, Rossi, Pistelli, Morri e altri non sono marchigiani, abbiamo anche Sbarbati (Industria) e Saltamartini (Affari costituzionali) eletti in Sardegna e Paolini della Lega che ha optato per la Toscana.
Nessuno al Governo. Tremonti e il PDL non si sono spesi per Baldassarri, considerato uno che si agita troppo in cerca di visibilità, mentre anche da AN delle Marche si è fatto sapere che se uno doveva andare al Governo, quello non era Baldassarri. I dirigenti regionali della Confindustria lamentano che non ci sia nessun marchigiano al Governo e dicono di averne parlato con Berlusconi che ne avrebbe parlato con Napolitano. Nientemeno. Non si rendono conto che avere uin sottosegretario – per inciso, a quale ministero? – conta meno di avere un buon parlamentare. I sottosegretari non partecipano alle riunioni del Governo e talvolta non vedono il loro ministro per mesi.
Che le Marche, e in particolare la sua industria, meritino un sottosegretario è una cosa che non ha senso; nè un sottosegretario può compensare la valanga di paracadutati nelle liste marchigiane. Invece di piatire posti di (sotto)governo bisognerebbe battersi in modo bipartisan per il diritto di scegliere i propri parlamentari.