il senato vota la propria soppressione

dal nostro corrispondente dal Transatlantico

Lasciatelo dire a uno che conosce il Senato da tempo: fare votare ai senatori il superamento del bicameralismo paritario, e cioè la trasformazione dell’assemblea di cui fanno parte, è stato un miracolo. Dopo il referendum confermativo del prossimo anno si potrà dire che siamo al termine di un  viaggio di almeno venti anni, interrotto da resistenze, crisi di governo, elezioni anticipate.  › Leggi il seguito

la fiducia necessaria

by il ns. corrispondente dal Transatlantico

A questo punto, porre la fiducia è stato non solo legittimo – come dimostrano vari precedenti – ma doveroso. E’ chiaro infatti che la questione di merito è secondaria: ci troviamo di fronte ad un attacco congiunto al Governo delle opposizioni e della minoranza del PD. Questa è la tipica situazione nella quale un governo chiede di verificare la sua maggioranza parlamentare.  › Leggi il seguito

minoranza o opposizione?

by il nostro corrispondente dal Transatlantico

La minoranza PD è la  vera opposizione al governo. Perchè può farlo cadere e sembra proprio che abbia intenzione di farlo. Un po’ come Bertinotti con Prodi, ricordate? Poi che faranno, strisceranno lungo i muri per non farsi riconoscere?

I più insopportabili sono i vecchi: Bersani, Bindi, D’Alema. Sono abituati a considerare il partito di cui fanno parte come cosa loro.   › Leggi il seguito

tranquilli compagni

by Amicus Plato

Tranquilli, compagni (diciamo), non date retta ai commentatori che vi tormentano scrivendo che alla fine, con l’elezione di Mattarella, vince la DC.

DC e PCI non esistono più e quel tanto di vitale che c’è nelle loro tradizioni (ben rappresentato da Mattarella e da Napolitano) è confluito in un fiume più largo, dove le acque si sono mescolate con altre che vengono da altre sorgenti, vecchie e nuove.  › Leggi il seguito

ops, mattarella!

by il ns. corrispondente dal Transatlantico

Ops, avevo scritto Veltroni, solo in subordine Mattarella, e invece è Mattarella e senza subordinate.

Ma il vero errore di previsione non è il nome ma la maggioranza che si profila, non quella del patto del Nazareno, e neanche quella di governo.

Il fatto è, mi spiega uno del cerchio magico, che molti, non essendo abituati a credere a quello che dice Renzi, non gli avevano creduto neanche quando diceva che la partita del Quirinale era indipendente da quella sulle riforme.  › Leggi il seguito