rafforzare l’assemblea

by Amicus Plato

A Maurizio Mangialardi, che sarà, come gli auguro, il preidente del gruppo consiliare del Pd nell’Assemblea legislativa delle Marche, e quindi di fatto il capo dell’opposizione, suggerirei di scegliere come priorità l’impegno per il rafforzamento dell’Assemblea, che negli anni passati ha perso di importanza e visibilità.

So bene che dalla nuova maggioranza si potrebbe eccepire che il Pd avrebbe potuto pensarci prima, e non avrebbe tutti i torti, ma non si faccia scoraggiare: vedrà che prima o poi avrà con sè anche molti consiglieri di maggioranza e l’ufficio di presidenza. Non avalli il fatto che la presidenza dell’Assemblea sia considerata meno di un assessorato e trattata sullo stesso tavolo in cui si tratta la giunta. Perchè è un’altra cosa, rappresenta tutti.

Questo rafforzamento non dovrebbe significare maggiore interferenza nell’attività e le prerogative della giunta, come in passato cercavano di fare alcuni consiglieri alla ricerca di qualche briciola degli stanziamenti. Dovrebbe invece riguardare l’attività di indirizzo e controllo dell’Assemblea e gli strumenti necessari a svolgerla: si pensi ad esempio all’Ufficio parlamentare di bilancio, chiamato a validare le stime del Governo sull’andamento dell’ economia, le entrate e le spese.

E ancora di più la partecipazione, sacrificata negli anni passati, intesa come la possibilità aperta a chiunque di informarsi e discutere sulle scelte della Regione, e avanzare proposte.  Sfruttando le risorse fornite dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’Assemblea, può porsi come intermediario tra gli elettori e la Regione, e cercare una nuova sintesi tra democrazia rappresentativa e diretta.

un consiglio al nuovo presidente

by Amicus Plato

Un consiglio (non richiesto) al nuovo presidente della Regione Marche, che non conosco ma al quale auguro buon lavoro. Faccia davvero il presidente, scelga lei la giunta: senta tutti ma decida lei.

Non faccia come Ceriscioli che tra quote per province, per partiti e correnti e (l’unica giustificata) quota rosa si è trovata fatta la giunta da un algoritmo, senza potere mettere le persone giuste al posto giusto in base alla competenza e alla fiducia in loro. Prenda competenze esterne per quanto possibile; la giunta non è il luogo dei “pesi politici” ma è la squadra del presidente. E le preferenze servono per entrare nell’Assemblea non nella giunta.

Lo Statuto della regione Marche ha in sè una contraddizione: da una parte il presidente è eletto dal popolo, dall’altra la giunta è un organo collegiale. E’ vero il presidente può licenziare un assessore ma, per la assurda riforma varata lo scorso anno, questo, se è un consigliere, torna nell’assemblea, dove avrà come obiettivo di vendicarsi di chi lo ha licenziato.

Decida lei. Se non lo fa uno che fa parte di un partito che sostiene il presidenzialismo, chi mai lo farà?

P.S. Ad esempio, io non metterei Ciccioli in giunta: con lui dentro non avremo un presidente ma due consoli. Come a Roma..

 

 

usa 2016

by Amicus Plato

Gli stessi commentatori che davano per sicura la vittoria della Clinton ora si stracciano le vesti nell’autocritica e “scoprono” le virtù di Trump. In questo modo non fanno che giustificare le critiche di superficialità che a loro sono state rivolte: continuano a  cavalcare l’onda, solo che questa è cambiata.

Qualcosa sui dati innanzitutto: quasi nessuno ricorda e dà il dovuto rilievo al fatto che nel voto popolare ha vinto Hillary.  › Leggi il seguito

le elezioni e poi

by Amicus Plato

(questo è un post lungo, adatto solo a chi ha pazienza)

Ogni voto amministrativo fa storia a sé nelle singole città, altrimenti non si capirebbe perché Sala ha vinto e Fassino no. Rimane il fatto che si possono trarre indicazioni generali, salvo errori e smentite successive.

La prima riguarda l’evoluzione del sistema politico: si conferma la novità del sistema tripolare nato nelle elezioni politiche del 2013. Con un’ ulteriore novità: nei ballottaggi gli elettori del cdx votano per i 5 stelle; in parte, ma solo in parte, avviene il contrario.  › Leggi il seguito

fine del bipolarismo?

by Amicus Plato

Il bipolarismo, il modello a cui ci siamo ispirati in Italia per uscire dal proporzionale, si sta decomponendo un po’ dappertutto.

Nel Regno Unito Cameron governa con la maggioranza assoluta nel parlamento solo grazie ad un sistema fortemente maggioritario (collegi uninominali e un solo turno), ma si sono affermati altri soggetti (UKIP, nazionalisti scozzesi, oltre ai liberaldemocratici) che hanno modificato il tradizionale sistema bipartitico imperniato su conservatori e laburisti.  › Leggi il seguito

il pd dopo il voto

by Amicus Plato

Passati le elezioni e i festeggiamenti, è l’ora delle analisi realistiche.

Diciamolo francamente, solo sei mesi fa il PD marchigiano rischiava di fare la figura di quello ligure: dieci anni (otto dalla sua nascita) di afasia politica e programmatica all’ombra di Spacca, diviso da un congresso al punto che una parte del partito non era nemmeno entrato negli organi dirigenti, oscillante tra “primarie sì o no”, “terzo mandato sì o no”.

Poi sono successe due cose che gli hanno consegnato la vittoria elettorale.  › Leggi il seguito

chi ben comincia..

by Amicus Plato

Il nuovo presidente Luca Ceriscioli alle prese con le prime decisioni, quelle sulla composizione della Giunta.

E deve fare i conti con regole non scritte, ma chissà perchè date per scontate, quelle sulle varie quote: per partito, per province, magari per correnti. L’unica giustificata, quella per genere, se l’è autoimposta: presenza paritaria.

Oltre a questo, l’altra regola non scritta, che contano le preferenze.  › Leggi il seguito

il pd dopo le elezioni

by Amicus Plato

Una parte della stampa e della minoranza Pd cerca di accreditare l’idea che l’aumento dell’astensionismo sia colpa del Governo. A questo fine, si prendono come confronto i dati delle politiche o delle europee, dimenticando che l’affuenza alle regionali è storicamente più bassa.

Si trascura inoltre un altro aspetto molto importante: che negli ultimi anni la credibilità delle regioni è scesa a livelli minimi,  › Leggi il seguito